Stamattina Napoli è un’esplosione di colori e di suoni, un mare azzurro che si muove al ritmo dei tamburi e dei cuori in festa. Per le strade, nei caffè, nella metropolitana non si parla d’altro. Il 4° scudetto – imprevedibile a inizio campionato – è stato conquistato
Ieri, 23 maggio 2025, il Napoli ha messo l’ultimo tassello a una stagione che si è rivelata strepitosa strepitosa, piegando il Cagliari con un netto 2-0 al Diego Armando Maradona e conquistando il quarto Scudetto della sua storia.
Il primo squillo è arrivato al 42’, quando Scott McTominay ha sfoderato una rovesciata perfetta: il pallone si è insaccato all’incrocio dei pali, scatenando un boato così potente da sembrare un tuono, riecheggiato fino al Vesuvio.
Da quel momento, la curva si è trasformata in un tamburo a cielo aperto, con sciarpe che volteggiavano come vele e cori che si arrampicavano sui palazzi del centro.
All’inizio della ripresa, Romelu Lukaku ha chiuso i conti con un tap-in implacabile, grazie a un assist millimetrico di Amir Rrahmani. Il 2-0 ha trasformato lo stadio in un unico, grande abbraccio: fumogeni azzurri hanno dipinto di fumo il cielo, mentre i tifosi con il volto dipinto gridavano “O mamma, mamma, mamma…”.
Nell’incontro precedente, al Tardini di Parma, il Napoli aveva strappato un punto prezioso in un 0-0 combattuto, con Meret protagonista di parate decisissime e Politano abile a mettere in difficoltà la difesa avversaria.
Quel pareggio aveva fatto da preludio al trionfo, consentendo di arrivare all’ultima giornata con il destino in mano.
Nel cuore dell’emozione, la terra stessa ha sussultato: la sala sismologica dell’INGV di Napoli ha registrato una lieve vibrazione di magnitudo 1.1 al momento del vantaggio, un autentico “terremoto d’euforia” che ha confermato quanto forte possa essere l’onda d’urto di un gol azzurro.
Un boato d’entusiasmo che riprende la celebre “scossa” del 10 maggio 1987, quando il primo storico tricolore partenopeo fece tremare i sismografi del San Paolo.
Le istituzioni cittadine hanno ben organizzato l’evento con 56 maxi-schermi dislocati tra centro e provincia, assistenza sanitaria rafforzata e percorsi pedonali chiusi al traffico per garantire sicurezza e divertimento.
Ma il momento più atteso arriverà venerdì 26 maggio, quando due pullman scoperti partiranno da Piazza Diaz per sfilare lungo il lungomare Caracciolo e le Rampe San Giovanni, accolti da una folla pronta a intonare “Un giorno all’improvviso” e a sventolare sciarpe come un mare infinito di speranza.
Dal primo tricolore del 1987, passando per il bis del 1990 e il trionfo recente del 2022-2023, Napoli ha dimostrato di saper trasformare il calcio in un rito collettivo, fatto di passioni, colori e suoni. Questo quarto Scudetto è la prova definitiva che, quando la squadra tifa con la città, non c’è montagna che tenga: il Vesuvio, ieri sera, ha sorriso.
Forza Napoli, sempre!
Da tutta l’Irpinia, che ha già festeggiato il ritorno in B della squadra dei “lupi”.
L’augurio e che ci si possa “scontrare” presto nella massima serie.
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