L’appuntamento perfetto… finché non spunta il fratello che lo rapina: la trappola che parte dei siti d’incontro

Un incontro galante che finisce male non è una novità dei tempi moderni, ma trasformarlo in un format criminale quasi seriale richiede una certa… creatività. E in questo, una giovane coppia di fratelli ha dimostrato un talento che, diciamolo, avrebbe fatto comodo in ambiti molto più produttivi della delinquenza spicciola.

Tutto comincia con lei, 21 anni, presenza attraente e rassicurante nelle chat dei siti d’incontri, capace di costruire in poche battute quell’illusione romantica che fa abbassare la guardia anche ai più prudenti. L’appuntamento scatta, rigorosamente in luoghi appartati, perché — si sa — l’amore ama la privacy. Peccato che, invece del bacio sotto le stelle, arrivi il fratello 18enne, armato non proprio di buone intenzioni ma di tirapugni e coltelli, pronto a trasformare la serata in un incubo lampo: cellulare sequestrato, auto sottratta e vittima terrorizzata.

Il copione, a quanto pare, era già stato testato più volte. Una piccola “startup del crimine” familiare, con ruoli ben definiti: lei attirava, lui colpiva. Un’efficienza quasi aziendale, se non fosse che il marketing non prevedeva recensioni positive.

A far crollare il teatrino è stato l’ultimo malcapitato, un 29enne che, con un misto di sangue freddo e fortuna, è riuscito a scappare prima che la situazione degenerasse ulteriormente. Ha avvisato i carabinieri e si è fatto medicare per le ferite riportate. Un dettaglio non trascurabile, perché proprio quell’allarme ha permesso ai militari — che già osservavano i due per episodi simili — di intervenire rapidamente.

Quando i carabinieri hanno bussato alla porta dei fratelli, oltre alla refurtiva e agli abiti usati per gli agguati, hanno trovato anche una piccola serra di marijuana, giusto per completare il quadro. A quel punto, più che un’indagine, è sembrato un inventario.

La ragazza è finita ai domiciliari, mentre il fratello è stato portato in carcere in custodia cautelare. Una conclusione inevitabile per una storia che, nonostante l’apparente astuzia, aveva la solidità di un castello di carte sotto la pioggia.

Solo verso la fine si scopre che tutto questo teatrino si svolgeva a Mussolente, nel Vicentino, dove l’amore forse non trionfa sempre, ma almeno la giustizia sì.