Religione e Marxismo – Quali snodi negli scritti giovanili di Marx.

DEL PROF. ANDREA CANONICO

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In un mondo globalizzato e sempre piu’ conflittuale, riflettere su Marx e la religione  potrebbe sembrare un non senso o una illusione se non fosse un argomento di rovente attualita’, considerati i valori etici e umani di cui la fede e il marxismo sono latori ed espressione. l’incipit puo’ essere dato dall’approccio marxiano al fenomeno religioso fino al 1844( e dopo il 1844).

Per Marx,la religione e’ una ideologia. Ma quale posto preciso ha l’ideologia  in Marx? Durante questo primo periodo, che sfocia nei “manoscritti giovanili “ del 1844, e’ possibile  affermare che il pensiero del filosofo tedesco passa attraverso tre snodi.

 Primo snodo: critica razionalistica e pratica della religione.

E’ in nome della ragione che in questa tappa Marx nega l’esistenza del mondo religioso. Infatti gli dei e Dio sono soltanto illusioni che riempiono provvisoriamente lo spazio non occupato dalla ragione: siamo dunque alla negazione pura e semplice del problema religioso. E i testi piu’ caratteristici di tale iniziale percorso si trovano nella tesi di dottorato del 1841.
La lode del mito di prometeo si accompagna non solo alla negazione di ogni carattere razionale della religione  ma anche al rifiuto pratico del rapporto esistente  fra religione e reazione politica. Infatti la lotta pratica contro il reazionario stato prussiano(potente regno di Prussia-(1701-1918-), che ebbe un ruolo centrale nell’unificazione tedesca e divenne lo stato dominante del nascente impero tedesco) sara’ sempre inseparabile dalla lotta contro la religione, dato che essa  si presentava come il suo sostegno filosofico.

Secondo snodo: critica umanistica della religione.

In un secondo tempo, sotto l’influenza di L Feuerbach, Marx modifica il suo punto di vista. Lungi dallo sfumare alla comparsa della ragione, il mondo religioso viene riconosciuto in  tutta la sua complessa realta’, perche’ la verita’ della religione e’ l’uomo stesso, alienato nel dio che si e’ costruito.
La teoria dell’alienazione porta Marx  alla duplice affermazione di umanesimo e di ateismo, di cui i testi del 1843 (quaderni di Parigi, le lettere di Marx ed Engels) ed i manoscritti del 1844 costituiscono l’espressione piu’ chiara. all’interno di una logica dialettica stringente, alla tesi (affermazione di Dio) si oppone l’antitesi (affermazione dell’uomo, attraverso la negazione di Dio, l’ateismo), per sfociare quindi nella sintesi dell’uomo  totale disalienato, trasparente a se stesso.

Terzo snodo: negazione dell’ateismo.

Tuttavia, nello stesso tempo, comincia a delinearsi un terzo momento del pensiero  giovanile di Marx, la negazione della negazione, ovvero il rifiuto dell’ateismo. Anche l’ateismo per Marx deve essere superato, dato che esso e’ ancora una mediazione tra l’uomo e se stesso: l’ateismo  e’ una negazione di Dio e pone l’esistenza dell’uomo mediante questa negazione.
Ma il socialismo come tale non abbisogna piu’ di questa mediazione” (manoscritti del 1844). per la stessa ragione, uno stato ateo e’ ancora uno stato religioso: ”L’uomo, anche se con la mediazione dello stato si proclama ateo, cioe’ se proclama ateo lo stato, rimane ancor sempre  implicato religiosamente, appunto perche’ riconosce se stesso solo per via indiretta, solo attraverso un mezzo. La religione e’ appunto il riconoscersi dell’uomo per via indiretta. attraverso un mediatore…” (la questione  ebraica-1843/44).
Pertanto, per Marx ora l’obiettivo e’ di raggiungere una perfetta trasparenza dell’uomo a se stesso; la  “coscienza positiva” -la conoscenza scientifica- che l’uomo ha di sé stesso, sopprime ogni tipo di mezzo, di “mediatore”; la scienza distrugge ogni religione ed ogni ateismo diventa per Marx la logica conclusione di un pensiero critico e dialettico.