Alle radici di un territorio: introduzione alla storia e all’identità del comprensorio baianese – (Parte prima)

Il territorio che oggi chiamiamo Mandamento Baianese, pur non esistendo più come entità amministrativa dal 1927, continua a vivere come un organismo culturale e identitario che unisce sei comuni della bassa Irpinia: Avella, Baiano, Mugnano del Cardinale, Quadrelle, Sirignano e Sperone. È un comprensorio che ha attraversato epoche diversissime, dalle civiltà preromane alle trasformazioni del Novecento, conservando una sorprendente continuità di relazioni, tradizioni e memorie condivise. La sua storia non è quella di un semplice distretto amministrativo, ma di una comunità plurale che ha saputo riconoscersi in un destino comune pur mantenendo le proprie specificità.

Avella rappresenta il nucleo più antico di questo spazio geografico. Le sue origini affondano nel II millennio a.C., quando il territorio era abitato da popolazioni osco-sannitiche. Con l’arrivo dei Romani, la città divenne un municipio fiorente, dotato di anfiteatro, necropoli monumentali, foro e un sistema agricolo che rese celebre la “nux abellana”, la nocciola che Plinio il Vecchio citava come eccellenza della Campania. Il Cippus Abellanus, documento in lingua osca del II secolo a.C., testimonia l’importanza politica e religiosa della città, impegnata in un trattato con Nola sul culto di Ercole. La stratificazione archeologica di Avella, che attraversa millenni, è ancora oggi uno dei pilastri identitari dell’intero comprensorio.

Mugnano del Cardinale, pur avendo un impianto urbano più recente, condivide con Avella un passato antico. Il toponimo rimanda probabilmente al fundus Munianus, un fondo agricolo romano, mentre la tradizione locale parla di un tempio dedicato a Giove Ammone sul monte Litto, segno di un’antica sacralità del territorio. La storia moderna di Mugnano è indissolubilmente legata al culto di Santa Filomena: l’arrivo delle reliquie nel 1805 trasformò il paese in un centro di devozione internazionale, capace di attirare pellegrini da tutta Europa e di influenzare profondamente la vita economica e culturale del luogo.

Quadrelle, spesso percepito come un piccolo centro marginale, è in realtà un tassello fondamentale della storia del comprensorio. Per secoli fu in simbiosi con Mugnano del Cardinale, al punto da esserne un casale in epoca normanna. Ma il suo tratto più distintivo è il legame con l’Abbazia di Montevergine: Quadrelle fu una vera e propria grancia del monastero, una dipendenza agricola e amministrativa attraverso la quale i monaci gestivano terre, raccolti e attività produttive. Questo rapporto, documentato già nel XIII secolo, ha lasciato un’impronta profonda nella struttura sociale e territoriale del paese, che per lungo tempo visse sotto l’influenza spirituale ed economica del grande santuario del Partenio.

Baiano, che ha dato il nome al Mandamento, si sviluppò come snodo naturale tra l’Irpinia e il Nolano. Le sue origini sono probabilmente romane, ma fu nel Medioevo e nell’età moderna che il paese assunse un ruolo centrale come punto di passaggio, mercato agricolo e luogo di scambi. Dopo l’Unità d’Italia divenne sede del Mandamento, consolidando la sua funzione di riferimento amministrativo per l’intero territorio. La vitalità sociale di Baiano, ancora oggi evidente nelle sue tradizioni e nella sua economia, è il risultato di secoli di interazioni con i paesi circostanti.

Sirignano ha una storia che si intreccia con le vicende feudali dell’Irpinia. Il paese fu a lungo legato a famiglie nobiliari, tra cui i Caravita, il cui palazzo rappresenta ancora oggi una delle testimonianze più significative del passato. Il territorio, situato in posizione strategica tra la pianura nolana e le pendici del Partenio, ha vissuto trasformazioni profonde nel corso del Novecento, segnate da migrazioni, cambiamenti economici e un progressivo ripensamento della propria identità comunitaria.

Sperone, il più giovane dei sei comuni, affonda le sue radici in un passato molto più antico di quanto la sua autonomia amministrativa lasci immaginare. Il nome deriva probabilmente da una sporgenza delle mura dell’antica Abella, di cui costituiva una propaggine. Il paese si sviluppò come insediamento rurale e poi come borgo autonomo, mantenendo un forte legame con le tradizioni contadine. La devozione per Sant’Elia Profeta, celebrata con il rito del Maio, rappresenta uno dei tratti più caratteristici della cultura locale e testimonia la continuità di un patrimonio rituale che affonda le radici nella vita agricola del passato.

Il comprensorio baianese, pur avendo perso la sua funzione amministrativa quasi un secolo fa, continua a esistere come spazio culturale e identitario. Le sue storie intrecciate, che spaziano dall’archeologia alla spiritualità, dalla politica alle tradizioni popolari, formano un tessuto unico che resiste allo scorrere del tempo. In un’epoca in cui le identità locali sembrano dissolversi, questa comunità dimostra che la memoria condivisa può ancora essere un collante potente, capace di unire paesi diversi in un’unica narrazione collettiva.


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