L’Irpinia che vorrei è un tema che tocca corde profonde, radici ramificate. È il desiderio di vedere una terra bellissima, ma ferita e troppo spesso dimenticata. Immaginare che questa provincia possa fiorire secondo il suo naturale potenziale significa trovare un equilibrio autentico tra tradizione e innovazione.
Nell’ottica di un’economia della bellezza si inserisce NUMEN, una rassegna che si è fatta promotrice di una visione concreta attraverso eventi come LiberaMente, capace di coniugare arte, impegno sociale e partecipazione.
«L’idea della mostra nasce per gioco – racconta la scultrice Maria Rachele Branca – da un gruppo di amici che si incontrano per creare, per fare laboratorio artistico, come quello di ceramica che portiamo avanti presso il centro A. Volpe di Montella. Sentirsi impegnati per una questione sociale e per diffondere bellezza è fondamentale: è ciò che ci unisce e ci spinge, spesso, a realizzare mostre».
Gli artisti irpini – Gabri Aulisa, Luca Branca, Maria Rachele Branca, Martin Di Lucia, Nicolina Giammarino, Alessandra Lanzetta, Domenica Patrone, Giuseppe Rubicco, Ernesto Troisi – insieme alla casertana Angela Maria Antuono, hanno reso omaggio al pensiero di Giordano Bruno e al valore universale della libertà. Il loro stare insieme artisticamente diventa un modo per cogliere nuovi aspetti delle comunità irpine e per raccontare, attraverso linguaggi diversi, l’identità di ciascun artista.
Dalla mnemoteca al volto di Giordano Bruno in vetro riciclato, dal volto del mare a una rappresentazione contemporanea e “sportiva” del filosofo, fino ad Aurea, respiro della Terra, alla narrazione emozionale del cosmo, alla raffigurazione dell’arroganza in un piede sinistro, fino alla materializzazione dell’oltre bruniano: ogni opera contribuisce a costruire una realtà che è al tempo stesso concreta e surreale. È una mostra in cui la forza del libero pensiero bruniano si fa visibile, percepibile. La modernità del suo pensiero si traduce in una “scultura dello spirito”, capace di trasformarsi in esperienza concreta attraverso la consapevolezza che l’infinito – così come il desiderio – non ammette separazioni, esclusioni o subordinazioni. Andare avanti, esserci, partecipare, sentirsi figli ed espressione di un’Irpinia da riscoprire e raccontare: libera, capace di andare oltre, di rompere gli schemi di una quotidianità antica e spesso immobile. Questo è il Numen: una scintilla vitale che attraversa e accoglie, alimentata dal libero pensiero e la libertà è il principio fondante e la chiave interpretativa comune di questi artisti, accesi dal fuoco del coraggio della passione, dialogano con linguaggi e materiali differenti sulla figura di Giordano Bruno.
Antonella Prudente


