Riflessi, resilienza… e “Soul-like”: quando i videogiochi difficili ci rendono più forti

Hai presente quei videogiochi che ti fanno sbattere la testa contro lo schermo, dopo l’ennesima sconfitta… ma che, al terzo (o decimo) tentativo, ti regalano la soddisfazione di trionfare e sentirti un eroe?
I titoli Soul-like — come Dark Souls, Sekiro o Elden Ring — hanno conquistato milioni di giocatori proprio grazie a questa sfida continua e ricca di significato.

Anche nei videogiochi più “spietati”, l’allenamento fa crescere: si affinano i riflessi, migliora la coordinazione mano-occhio, si impara a cogliere opportunità quasi impercettibili. In generale, i giochi d’azione stimolano la mente, velocizzano l’attenzione e potenziano la memoria visiva.

E quando si osservano i giocatori professionisti, soprattutto negli eSports, i dati sono sorprendenti:

  • hanno tempi di reazione più rapidi rispetto alla media;

  • sfruttano meglio la visione periferica e la coordinazione;

  • allenano la mente a gestire stimoli multipli in tempi ridottissimi.

In altre parole, il gaming competitivo non è solo un passatempo: è un vero e proprio allenamento cognitivo. Naturalmente, esiste anche un rovescio della medaglia: lunghe ore davanti allo schermo riducono l’attività fisica e possono causare dolori muscoloscheletrici o affaticamento. Per questo gli esperti raccomandano di bilanciare l’allenamento digitale con la cura del corpo.

A giuste dosi, però, un videogioco può offrire molto di più. Molti giocatori di Dark Souls raccontano di aver imparato ad accettare il fallimento e a rialzarsi con perseveranza anche nella vita reale — trovando significati profondi nella “meccanica” di rinascita del gioco.

Alla base c’è la teoria della gratificazione ritardata: gli appassionati, nei loro racconti online — i celebri “don’t you dare go hollow” — riflettono una comunità che impara a non mollare davanti alle difficoltà. È un meccanismo potente, che insegna pazienza e determinazione.

E non si combatte mai davvero da soli: parte del fascino dei Soul-like è che, anche nelle esperienze più estreme, esiste un senso di solidarietà tra giocatori. Forum, chat, consigli tattici… si impara insieme. Non è soltanto un gioco solitario, ma una comunione di strategie e vittorie condivise.

Per quanto dolorosa a volte sia, la realtà rimane l’unico posto in cui mangiare un pasto decente. Perché la realtà è reale. Mi riesci a seguire?” — James Halliday, Ready Player One.

La Redazione di IrpiniAttiva.News si impegna a promuovere la consapevolezza e l’importanza di affrontare la realtà, con tutte le sue difficoltà, senza rifugiarsi esclusivamente nei mondi virtuali. Una citazione che speriamo abbia strappato un sorriso, ma che riteniamo particolarmente pertinente nel contesto degli effetti dell’isolamento causato dall’uso eccessivo dei social media. Perché, alla fine, il contatto con il mondo reale resta insostituibile per un’esperienza di vita autentica.