Vesuvio in fiamme: fronte di 3 km, mobilitazione nazionale e lotta contro il tempo [video]


L’incendio che sta divorando le pendici del Vesuvio continua ad estendersi, nonostante il poderoso spiegamento di forze in campo, con un fronte che si estende ormai fino a tre chilometri, ben al di là degli 1-2 chilometri inizialmente stimati. Le fiamme avanzano da Terzigno fino alla Riserva Tirone Alto Vesuvio e lungo il versante Boschese, bruciando centinaia di ettari di vegetazione e causando una devastazione ambientale profonda.

La perdita di biodiversità è già grave, con ampie porzioni di macchia mediterranea ridotte in cenere. L’ecosistema del Parco Nazionale del Vesuvio, inclusi habitat preziosi e specie autoctone, è sotto attacco, con il rischio concreto di danni irreversibili.

Sul posto operano tutte le forze disponibili: la Protezione Civile regionale, i Vigili del Fuoco, i Carabinieri Forestali, il Parco Nazionale del Vesuvio, in costante coordinamento con la Prefettura di Napoli che ha aperto il Centro Coordinamento Soccorsi. L’Esercito è intervenuto per realizzare piste tagliafuoco, presidiare le vie d’accesso e garantire il rifornimento idrico tramite autobotti.

L’arma fondamentale nella battaglia contro le fiamme sono i mezzi aerei: attualmente sono operativi fino a 10 velivoli — almeno 6 Canadair della flotta nazionale, 4 elicotteri regionali e un elicottero Erickson S-64 — impegnati in lanci d’acqua e ritardante coordinati con le squadre a terra.

È stato decretato lo stato di mobilitazione nazionale, firmato dal ministro competente su richiesta del presidente della Regione Campania, al fine di rafforzare gli interventi con risorse provenienti da altre Regioni, volontari e colonne mobili antincendio boschivo. Questa misura potenzia la risposta senza tuttavia costituire a tutti gli effetti uno “stato di emergenza nazionale”.

Dal Veneto, in risposta all’appello del presidente De Luca, il presidente Zaia ha inviato una colonna di mezzi e uomini in soccorso, costituita da 5 squadre

Le prossime 60 ore saranno decisive, aggravate da un’ondata di calore in corso: per le giornate di oggi, domani e lunedì si prevede tempo soleggiato e temperature elevate, con allerta gialla per ondata di calore in Campania, che renderà ancor più difficile il controllo delle fiamme.

Questo contesto meteorologico infuocato, con scarsa umidità e caldo intenso, spiana la strada all’aggravamento dell’incendio, ostacolando i rifornimenti idrici, la resistenza fisica degli operatori e la capacità di contenimento del fronte.

I disagi alla popolazione locale sono tangibili: i residenti nei comuni coinvolti, in particolare Terzigno, hanno vissuto notti di tensione, con fumo denso, caduta di cenere sulle abitazioni e occhi che bruciano. Alcuni sono rimasti all’aperto per precauzione; escursioni e visite turistiche al Parco sono vietate, sia per sicurezza sia per non ostacolare le operazioni.

Le autorità invitano la popolazione a limitare le uscite, utilizzare mascherine in caso di fumo, tenere finestre e balconi chiusi e segnalare tempestivamente ogni segnale di riaccensione del fronte. È raccomandata prudenza anche nella viabilità, vista la chiusura di sentieri, possibili interruzioni stradali e la presenza massiccia di mezzi di soccorso.


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