Inferno di fuoco sul Vesuvio: fiamme, paura e distruzione alle pendici del vulcano


Il Vesuvio brucia ancora, e lo fa con una violenza che ha riportato alla memoria le immagini drammatiche del 2017. Nella serata di ieri, 8 agosto 2025, le fiamme hanno ripreso vigore sul versante sud del Monte Somma, raggiungendo quota 1.050 metri e rendendosi visibili persino dalla Penisola Sorrentina e da Napoli.
Il rogo, alimentato da temperature torride e forti raffiche di vento, ha trasformato il cielo in un sipario di fumo nero, mentre la popolazione dei comuni limitrofi come Terzigno, Ottaviano, Boscoreale, Torre Annunziata e Torre del Greco è stata costretta a chiudersi in casa per evitare l’aria irrespirabile.

All’alba di oggi, 9 agosto, i mezzi aerei della Protezione Civile e i Canadair sono tornati in azione, dopo che le operazioni erano state sospese al tramonto per motivi di sicurezza.
Le squadre dei Vigili del Fuoco, coordinate dal comandante Giuseppe Paduano, stanno lavorando senza sosta per contenere l’avanzata delle fiamme, mentre presso la Prefettura di Napoli è stato attivato un tavolo permanente di coordinamento. Il presidente del Parco Nazionale del Vesuvio, Raffaele De Luca, ha espresso profonda preoccupazione per l’evolversi della situazione, sottolineando la gravità del danno ambientale già arrecato.

Il bilancio provvisorio è drammatico: ettari di vegetazione mediterranea sono andati distrutti, compromettendo la biodiversità di una delle aree protette più importanti del Sud Italia.
Dal 15 giugno, in tutta la Campania, si sono registrati 1.060 incendi boschivi, con 2.568 ettari bruciati. Le autorità sospettano l’origine dolosa del rogo, e le associazioni locali come “Terzigno Verde” avevano già lanciato l’allarme settimane fa, denunciando il rischio di incendi nella pineta.

Le ordinanze comunali invitano i cittadini a evitare le zone più colpite, come via Zabatta, via Salvatore Emblema e via Vecchia Campitelli, e a non stazionare all’aperto. In molti hanno disattivato gli impianti di condizionamento per evitare l’immissione di fumo all’interno delle abitazioni. Sui social, le immagini delle fiamme e delle colonne di fumo si alternano a citazioni struggenti, come quelle tratte da Pino Daniele, che evocano il dolore per una terra ferita.

La speranza è riposta nelle prossime ore, con l’auspicio che le condizioni meteorologiche possano favorire le operazioni di spegnimento. Ma il Vesuvio, simbolo della Campania, porta già addosso una nuova cicatrice, e la sua rinascita sarà lunga e difficile

Otto mezzi aerei e oltre cento operatori da terra: è uno spiegamento di forze massivo quello messo in campo dalla Regione Campania attraverso la Protezione Civile per fronteggiare l’incendio che sta interessando il Vesuvio su più fronti di cui due principali: la pineta di Terzigno e Boscotrecase.

Dalle 5 di questa mattina, dalla Sala Operativa regionale sono stati immediatamente attivati 4 elicotteri dell’antincendio regionale e richiesti al Dipartimento nazionale della Protezione civile 4 canadair della flotta nazionale. Si procede senza sosta con 8 mezzi aerei “aggredendo” l’incendio da più fronti, in modo da circoscrivere le fiamme.

Sul posto, coordinati dalla Protezione Civile della Regione Campania (sono presenti il direttore generale e la dirigente della Protezione civile regionale), gli operatori della SMA Campania, i volontari della protezione civile regionale, i Vigili del fuoco, gli addetti della Città Metropolitana e della Comunità montana.