Aggressione a Volla: 13enne ferito in tentata rapina, episodio che richiama l’allarme sulle devianze minorili

Cliccare sui pulsanti sotto per condividere. GRAZIE !

Un ragazzo di 13 anni è stato aggredito a Volla nella notte tra domenica 23 e lunedì 24 novembre e trasferito d’urgenza all’ospedale pediatrico Santobono di Napoli. È ricoverato in codice arancio ma non è in pericolo di vita.

Intorno alla mezzanotte i Carabinieri sono intervenuti presso il nosocomio su segnalazione del 112, dopo che il minore era stato accompagnato al pronto soccorso con lesioni riportate in seguito a una tentata rapina. Secondo quanto emerso dalle prime ricostruzioni, il ragazzo si trovava in via San Giorgio, nei pressi del cimitero comunale di Volla (NA), quando sarebbe stato avvicinato da un coetaneo che pretendeva il suo smartphone. Al rifiuto della vittima, un gruppo di giovanissimi lo avrebbe circondato e colpito ripetutamente con calci e pugni, lasciandolo ferito a terra prima di dileguarsi.

Il giovane è stato trasportato in codice arancio al Santobono, dove i sanitari hanno riscontrato escoriazioni e contusioni al volto e alla testa. È attualmente ricoverato in osservazione e sottoposto a ulteriori accertamenti diagnostici, ma le sue condizioni non destano preoccupazioni per la vita.

Le indagini sono affidate ai Carabinieri della stazione di Volla, che stanno raccogliendo testimonianze e verificando le prime informazioni disponibili per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto e identificare i responsabili dell’aggressione.

L’episodio, avvenuto in un’area centrale del comune, ha suscitato forte allarme nella comunità locale per la violenza esercitata da un gruppo di minorenni nei confronti di un coetaneo.

Le autorità sottolineano l’impegno nel garantire sicurezza e nel contrastare fenomeni di devianza giovanile, ribadendo che ogni sforzo sarà rivolto a fare piena luce sulla vicenda e a tutelare la vittima.


ARTICOLI  CORRELATI:

Un ragazzino di 10 anni dà uno schiaffo a un bidello che reagisce sollevandolo da terra. Ma… “è sempre giusto porgere l’altra guancia”?