Galleria Monte Pergola: Nessun accordo; traffico ancora limitato, mentre cresce la protesta per i disagi prolungati


Le attuali disposizioni sul traffico nella Galleria Monte Pergola resteranno invariate, almeno per ora, anche se le autorità si riservano la possibilità di ridurre i disagi agli automobilisti, se le condizioni lo permetteranno. È quanto deciso durante un incontro presso la Prefettura di Avellino, presieduto dal prefetto Rossana Riflesso con la partecipazione di ANAS, forze dell’ordine e sindaci dell’area solofrana e serinese, convocato dopo l’avvio della chiusura programmata della galleria dal 3 agosto al 5 settembre, nella fascia oraria 10:00–14:00.

ANAS ha ribadito la validità del dispositivo attivo dal 4 agosto, che prevede: transito consentito a tutti i mezzi pesanti verso Salerno (esclusi quelli con merci pericolose) e blocco totale verso Avellino, con deviazioni obbligatorie. Le restrizioni valgono dal lunedì al venerdì, escluse festività. Sono stati inoltre condivisi tre interventi correttivi: miglioramento della segnaletica, presenza rafforzata nei punti critici, in particolare allo svincolo di Solofra, e una nuova valutazione dei volumi di traffico per valutare una possibile rimodulazione oraria.

ANAS ha ricordato di aver riattivato i lavori dopo soli sei mesi dalla risoluzione con l’appaltatore precedente e conferma l’obiettivo di ultimare gli interventi entro luglio 2026. Tuttavia, la CGIL di Avellino esprime forte preoccupazione per quello che considera un cantiere senza fine, i cui effetti stanno diventando insostenibili: mobilità bloccata, lavoratori e merci penalizzati, imprese danneggiate, specialmente nella zona industriale di Solofra. Il blocco della circolazione verso nord, imposto per agevolare i mezzi pesanti, viene giudicato una scelta inaccettabile, che sacrifica il benessere quotidiano di decine di migliaia di persone.

Il sindacato denuncia un isolamento crescente del territorio, già provato da anni di carenze infrastrutturali, e lancia un appello per una mobilitazione collettiva che coinvolga istituzioni, partiti, associazioni e cittadini. Si chiede un cronoprogramma vincolante, un piano di viabilità alternativa efficace, e sostegni economici per le attività danneggiate. È ritenuto essenziale attivare un tavolo permanente di confronto per affrontare l’emergenza in modo trasparente.

La CGIL si dice pronta a scendere in piazza e a manifestare simbolicamente a piedi lungo il tunnel, per reclamare dignità, ascolto e risposte concrete. Il territorio non può più accettare ritardi, silenzi e compromessi che ignorano le vere necessità delle comunità locali.