Tragico incidente in un cantiere edile nel quartiere Arenella di Napoli. Tre morti e lavoratori in nero. Indagini in corso.

Nella mattinata di ieri, venerdì 25 luglio 2025, in via San Giacomo dei Capri, nel quartiere Arenella di Napoli, un drammatico cedimento del montacarichi di un’impalcatura mobile ha fatto precipitare tre operai da un’altezza di circa venti metri. Il sinistro è avvenuto intorno alle 9:40, mentre i lavori di ristrutturazione proseguivano sul tetto di un edificio di sei piani. Sul posto sono intervenuti tempestivamente vigili del fuoco, personale del 118 e agenti della Polizia di Stato, che hanno constatato il decesso delle vittime.

Fin dalle prime ore, la Procura di Napoli ha iscritto quattro persone nel registro degli indagati: il titolare dell’impresa edile affidataria dei lavori, l’amministratore del condominio, il responsabile della sicurezza del cantiere e il gestore della ditta di noleggio del montacarichi. L’apertura del fascicolo, in questa fase preliminare, è un atto dovuto per ricostruire le cause del cedimento e chiarire eventuali responsabilità, senza anticipare giudizi di colpevolezza.

Le prime ricostruzioni tecniche convergono sull’ipotesi di un cedimento strutturale di un perno del montacarichi, che avrebbe provocato il ribaltamento del cestello su cui i tre operai si trovavano insieme al materiale da trasportare. Dalle verifiche emerge che il meccanismo di sollevamento non era idoneo a sostenere il carico complessivo e che potrebbero non essere state rispettate le procedure di verifica periodica dell’attrezzatura.

Parallelamente, le indagini della Polizia e dell’Ufficio Prevenzione Generale sono concentrate sulle dotazioni di sicurezza: diverse testimonianze raccolte dai sindacalisti segnalano l’assenza di imbracature regolamentari fissate al cestello e la mancanza della cartellonistica obbligatoria che delimita e segnala l’area di cantiere. Queste segnalazioni, ancora in fase di accertamento, sollevano interrogativi sull’effettiva applicazione delle norme previste dal Testo Unico sulla Sicurezza nei Luoghi di Lavoro.

Un aspetto critico riguarda la posizione contributiva dei lavoratori. Dagli accertamenti emerge che solo uno dei tre operai era assunto con regolare contratto; gli altri due risultano impiegati “in nero”, senza alcuna forma di tutela assicurativa né contributiva. Questo elemento, se confermato, aggraverebbe il quadro delle responsabilità e metterebbe in luce pratiche irregolari che espongono i lavoratori a rischi maggiori in assenza di controlli rigorosi.

La tragedia ha suscitato immediata reazione da parte delle organizzazioni sindacali. I sindacati confederali hanno denunciato “l’ennesima strage silenziosa” in un settore particolarmente esposto agli incidenti gravi, chiedendo un rafforzamento dei controlli ispettivi nei cantieri, una formazione più puntuale per gli operai e una manutenzione periodica e certificata delle attrezzature di sollevamento.

Anche le autorità politiche locali e nazionali sono intervenute sul drammatico episodio. Il sindaco di Napoli ha espresso cordoglio alle famiglie delle vittime, annunciando la collaborazione dell’amministrazione comunale con la magistratura per prevenire simili tragedie in futuro. Il ministro del Lavoro, da parte sua, ha sottolineato l’urgenza di una riforma del sistema di vigilanza sui luoghi di lavoro, chiedendo maggiori risorse per l’Ispettorato Nazionale del Lavoro.

Purtroppo, fatti analoghi non rappresentano un’eccezione in Italia. I dati Inail relativi al periodo gennaio-dicembre 2024 mostrano 589.571 denunce di infortunio sul lavoro, con un incremento dello 0,7% rispetto all’anno precedente. Le denunce con esito mortale sono state 1.090, in aumento del 4,7% sul 2023; le malattie professionali denunciate hanno raggiunto quota 88.499, segnando un +21,6% rispetto all’anno precedente. A livello europeo, i report Eurostat più recenti indicano quasi tre milioni di infortuni sul lavoro registrati nei paesi UE nel 2022, con 3.286 casi mortali.

Nel solo settore delle costruzioni, il tasso di mortalità e di infortuni gravi si mantiene costantemente sopra la media nazionale, confermando la necessità di misure preventive specifiche per chi opera in quota e nella movimentazione di materiali pesanti. L’incidente di Napoli riporta al centro del dibattito l’importanza di un’applicazione rigorosa delle norme di sicurezza e di un sistema di vigilanza capillare, senza lasciare spazi a pratiche irregolari e al lavoro sommerso che espongono i più vulnerabili a rischi estremi. La speranza è che il sacrificio di questi lavoratori acceleri, finalmente, provvedimenti concreti per tutelare chi ogni giorno rischia la vita per lo sviluppo e la manutenzione del patrimonio edilizio italiano.


 

 

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