Oggi, 16 luglio 2025, poco dopo le 14:00, un esteso incendio è divampato sul versante meridionale del Partenio, sollevando una densa colonna di fumo alta nel cielo d’Irpinia. Le fiamme hanno lambito un costone roccioso poco distante dal primo tornante che conduce alla vetta sacra di Montevergine, divorando una porzione di sottobosco innescata, pare, da tre distinti focolai.
L’alta temperatura e la vegetazione secca hanno favorito l’innalzarsi rapido dei roghi, visibili fino alla città di Mercogliano, seminando timori non solo tra i residenti ma anche fra gli appassionati di trekking e i pellegrini diretti al santuario di Mamma Schiavona.
Sul luogo dell’emergenza si sono subito mobilitate le squadre della Protezione Civile regionale, i Vigili del Fuoco di Avellino, i Carabinieri Forestali e i volontari della Misericordia del Partenio, con il coordinamento della Comunità Montana. L’intervento congiunto ha permesso di spegnere le fiamme in poche ore, limitando l’incendio a poche decine di metri quadrati e scongiurando il peggio. Fondamentale è stato anche l’uso dell’elicottero antincendio, che ha effettuato l’ultimo sorvolo proprio mentre il vento avrebbe potuto alimentare il fronte di fuoco verso valle.
A fare le spese di questa nuova scarica di calore sono state soprattutto le piante autoctone e la fauna selvatica che popolano i versanti dell’Appennino meridionale. I danni, al momento, risultano contenuti, anche grazie alla tempestività delle segnalazioni e all’efficacia delle squadre sul campo, ma la ferita al patrimonio ambientale – già colpito lo scorso anno da un vasto rogo fra Mercogliano e Ospedaletto d’Alpinolo – rimane dolorosa. Quel grande incendio aveva devastato ettari di macchia mediterranea, creando una spessa macchia nera che era rimasta impressa nella memoria collettiva e negli occhi di chi frequenta quei sentieri.
Sul posto non sono mancati i rappresentanti istituzionali: il sindaco di Mercogliano, Vittorio D’Alessio, e l’assessore Davide Bolognese hanno seguito con attenzione le operazioni, ribadendo l’impegno delle autorità a mantenere alta la sorveglianza sul monte. Il richiamo alla responsabilità è stato unanime: ogni segnalazione veloce, ogni comportamento prudente può fare la differenza fra una fiammella isolata e un incendio di vaste proporzioni.
È un promemoria amaro: ogni estate, le montagne dell’Irpinia affrontano l’assalto delle fiamme, spesso originate in modo doloso. Montevergine, con il suo valore spirituale e naturale, non può permettersi ulteriori perdite. Gli inquirenti hanno già avviato gli accertamenti per chiarire le cause dell’innesco e non escludono alcuna ipotesi, dal gesto incauto alla matrice dolosa.
Nella speranza che questo episodio resti isolato, gli occhi sono puntati sul futuro e sulle misure di prevenzione che potranno salvaguardare un ecosistema prezioso, linfa verde della Campania e rifugio silenzioso per migliaia di animali. Le prossime settimane saranno decisive: da un lato l’instabilità meteorologica potrebbe mitigare il rischio, dall’altro la vigilanza dei volontari e dei cittadini si confermerà la migliore difesa contro un nemico che, pur visibile solo nelle sue fiamme, aggredisce silenzioso il cuore della montagna.
ARTICOLI CORRELATI:

