Il 3 ottobre 2025 ha segnato un momento cruciale per l’astronomia: l’oggetto interstellare 3I/ATLAS ha raggiunto la sua distanza minima da Marte, offrendo agli scienziati un’occasione irripetibile per osservarlo da vicino. Questo corpo celeste, proveniente da un altro sistema stellare, si è distinto fin dalla sua scoperta per una serie di caratteristiche insolite che hanno alimentato ipotesi affascinanti e controverse. Alcuni studiosi lo classificano come una cometa antica, modellata da condizioni fisiche molto diverse da quelle del nostro Sistema Solare. Altri, come il noto astrofisico Avi Loeb, suggeriscono che potremmo trovarci di fronte a un oggetto artificiale, forse una sonda aliena, a causa della sua traiettoria improbabile e di proprietà ottiche mai osservate prima.
La sua orbita, con una probabilità di appena lo 0,005%, sembra quasi disegnata per attraversare i principali pianeti del Sistema Solare, iniziando proprio da Marte. Il passaggio ravvicinato, a circa 29 milioni di chilometri dal pianeta rosso, ha mobilitato sei sonde spaziali internazionali, tra cui Mars Reconnaissance Orbiter della NASA, dotata della potente fotocamera HiRISE. Grazie a questa tecnologia, sarà possibile ottenere immagini ad alta risoluzione della chioma e, si spera, del nucleo dell’oggetto. Se riuscissimo a determinarne la forma e le dimensioni con precisione, potremmo finalmente chiarire la sua natura: una cometa interstellare o qualcosa di molto più straordinario.

Questo evento si inserisce in una breve ma intensa storia di incontri con visitatori provenienti da altri sistemi stellari. Il primo fu ‘Oumuamua, scoperto nel 2017, un oggetto dalla forma allungata e privo di attività cometaria, che ha lasciato perplessi gli scienziati per la sua accelerazione non spiegabile con la sola gravità. Il secondo, 2I/Borisov, avvistato nel 2019, si è rivelato una cometa più convenzionale, ma con una composizione chimica diversa da quelle tipiche del nostro sistema. Ora, con 3I/ATLAS, ci troviamo di fronte a un enigma ancora più profondo, che potrebbe ridefinire il nostro modo di interpretare gli oggetti interstellari.
Nei prossimi mesi, l’oggetto proseguirà il suo viaggio, avvicinandosi a Venere e poi a Giove, ma il passaggio attorno a Marte rappresenta il momento più favorevole per raccogliere dati significativi. Dalla Terra, per ora, non è visibile a causa della posizione del Sole, ma le sonde in orbita attorno al pianeta rosso sono pronte a scrutare ogni dettaglio. Se davvero si trattasse di tecnologia aliena, non saremmo di fronte a una semplice astronave, ma a una struttura dalle dimensioni paragonabili a una città in movimento. Un pensiero vertiginoso, che ci ricorda quanto poco conosciamo dell’universo che ci circonda.

