Alle prime luci del giorno, tra le campagne di Capaccio ed Eboli, si è svolta un’operazione su larga scala che ha visto impegnati i carabinieri forestali di Capaccio-Paestum, le guardie venatorie della provincia di Salerno e i volontari dell’ENPA. L’intervento, mirato alla prevenzione e repressione degli illeciti venatori, ha coinvolto diverse squadre coordinate in un’azione capillare sul territorio. Numerosi cacciatori sono stati identificati, e alcuni di loro sono stati sanzionati per aver violato le normative sulla caccia, in particolare per aver esercitato l’attività in fondi privati chiusi o in prossimità di serre, in contrasto con le distanze minime previste dalla legge.
Durante i controlli, è emersa una situazione particolarmente grave: alcuni esemplari di specie protette sono stati rinvenuti abbattuti, un gesto che rappresenta una violazione significativa delle norme ambientali. Gli animali recuperati sono stati affidati all’associazione NOETA, che ha provveduto al loro trasferimento presso il Centro Recupero Animali Selvatici (CRAS), dove riceveranno le cure necessarie. Questo episodio ha sollevato ulteriore preoccupazione tra le autorità, che hanno intensificato la sorveglianza nelle aree più sensibili.
Un uomo è stato denunciato per l’utilizzo di strumenti vietati nella pratica venatoria, in particolare una trappola a pressione destinata alla cattura di volpi. Oltre alla trappola, è stato trovato in possesso di un tasso imbalsamato, elemento che ha aggravato la sua posizione e ha portato al sequestro del materiale. Questo tipo di condotta, oltre a violare le normative sulla caccia, solleva interrogativi sul rispetto della fauna selvatica e sulla diffusione di pratiche illegali nel territorio.
Le autorità hanno annunciato che l’operazione non si fermerà qui. Nei giorni successivi, i controlli proseguiranno all’interno della Riserva Naturale Foce Sele Tanagro e Monti Eremita Marzano, con l’obiettivo di contrastare il bracconaggio e tutelare l’ambiente. La presenza di specie protette e la fragilità degli ecosistemi locali rendono queste aree particolarmente vulnerabili, e l’impegno delle forze dell’ordine si concentra sulla salvaguardia della biodiversità e sul rispetto delle regole da parte dei cacciatori.
Questa operazione rappresenta un segnale forte contro gli illeciti ambientali, e dimostra la volontà delle istituzioni di intervenire con decisione per proteggere il patrimonio naturale. La collaborazione tra enti pubblici e associazioni ambientaliste si conferma fondamentale per garantire un controllo efficace e per promuovere una cultura della legalità anche nelle attività venatorie.

