La Camminata Rosa, giunta alla sua undicesima edizione, ha colorato le strade tra Mercogliano e Avellino con una marea di magliette rosa, simbolo di speranza, prevenzione e solidarietà. L’evento, ideato e promosso dal senologo avellinese Carlo Iannace, primario della Breast Unit dell’ospedale Moscati, è diventato nel tempo un appuntamento imprescindibile per migliaia di persone che scelgono di testimoniare con la propria presenza l’importanza della lotta contro il cancro al seno. Ogni passo compiuto è stato un inno alla vita, un gesto di vicinanza a chi combatte, a chi ha vinto e a chi purtroppo non ce l’ha fatta. Il corteo è partito puntualmente alle 8.45 da viale San Modestino a Mercogliano, con il taglio del nastro affidato al sindaco Vittorio D’Alessio, affiancato da numerosi rappresentanti istituzionali, tra cui la commissaria prefettizia del Comune di Avellino, Giuliana Perrotta, e l’ex sindaca Laura Nargi, che ha sottolineato il valore umano e comunitario dell’iniziativa.
Durante il percorso, la marcia ha fatto tappa significativa davanti al Centro per l’Autismo di via Serroni, un luogo che rappresenta una sfida ancora aperta per il territorio. Proprio lì, Giuliana Perrotta e Maria Concetta Conte, direttrice sanitaria dell’ASL di Avellino, hanno ribadito l’impegno congiunto tra Comune e Azienda Sanitaria per trasformare quella speranza in una realtà concreta. “Non deve essere solo un sogno, ma un obiettivo da raggiungere al più presto”, ha dichiarato Conte, mentre Perrotta ha evidenziato la sinergia istituzionale e il contributo richiesto alla Regione per chiudere finalmente un capitolo che dura da troppo tempo. La fermata davanti al centro ha assunto un valore simbolico profondo, un ponte tra la lotta contro il cancro e quella per i diritti delle persone con disturbi dello spettro autistico.
Il corteo ha poi proseguito lungo viale Italia e corso Vittorio Emanuele, fino a raggiungere il Duomo di Avellino, dove il vescovo Arturo Aiello ha celebrato la santa messa. Il momento conclusivo è stato accompagnato dal volo di centinaia di palloncini rosa, un gesto poetico e potente che ha reso visibile l’abbraccio collettivo di una comunità intera. La Camminata Rosa non è solo una manifestazione, ma un messaggio di forza, coraggio e cura, come ha ricordato lo stesso Iannace: “Prevenzione, ricerca e solidarietà sono le armi più forti contro il cancro. Oggi non camminiamo solo per noi, ma per chi lotta, per chi ce l’ha fatta e per chi non c’è più”.
L’edizione di quest’anno ha visto la partecipazione di associazioni come Amdos e Amos Partenio, volontari, famiglie e istituzioni, tutti uniti sotto lo slogan deciso e provocatorio “Fuck Cancer”, accompagnato da un logo incisivo che ha voluto ribadire senza mezzi termini la determinazione a combattere la malattia. Il professor Cesare Cridelli, luminare della medicina, ha camminato accanto a Iannace, a conferma della volontà di unire competenze scientifiche e partecipazione popolare. La Camminata Rosa è diventata una tradizione che ogni anno rinnova il suo messaggio di speranza, trasformando la sofferenza in energia positiva, in esempio, in futuro. E Avellino, come ha scritto Laura Nargi, è con le donne, sempre.
Ecco come la ex Sindaco di Avellino descrive la giornata sui Social: “La Camminata Rosa è molto più di una manifestazione: è un abbraccio collettivo che unisce comunità, istituzioni e cittadini attorno a un messaggio di speranza e di forza. Un grazie di cuore al dottor Carlo Iannace ed i suoi meravigliosi angeli vestiti di rosa per aver dato vita a questo percorso che ogni anno ci ricorda quanto la prevenzione e la solidarietà possano fare la differenza. Oggi, camminando insieme, celebriamo la forza delle donne: quelle che hanno lottato, quelle che stanno lottando e quelle che, con coraggio e dignità, affrontano ogni giorno le sfide della vita. La Camminata Rosa è il simbolo di una comunità che non lascia nessuno indietro e che trasforma la sofferenza in energia positiva, in esempio, in futuro“.


