Il Mandamento Baianese, ameno territorio a cavallo tra le province di Avellino e Napoli, è tornato sotto i riflettori delle Forze dell’Ordine a causa della crescente preoccupazione legata alla presenza di attività criminali. Durante l’incontro sullo stato dell’ordine pubblico nella provincia, tenutosi al Cinema Teatro Colosseo di Baiano, il colonnello Domenico Albanese, comandante provinciale dei Carabinieri di Avellino, ha delineato un quadro che evidenzia come l’area, pur spesso considerata un’oasi appartata, non sia affatto immune da infiltrazioni mafiose e da dinamiche criminali preoccupanti.
Tra i fenomeni più allarmanti, il colonnello ha menzionato non solo quelli legati all’usura e alle estorsioni, ma anche una crescente circolazione illecita di armi. In particolare, ha citato episodi di utilizzo improprio e violento di armi da fuoco, come quello che ha portato all’arresto di un soggetto nel giugno 2023, e altri casi che testimoniano la facilità con cui le armi circolano nell’area.
A questo si aggiunge una vera e propria escalation di furti nelle abitazioni, commessi in alcuni casi da bande provenienti da fuori provincia. Si tratta di reati predatori che generano un forte allarme sociale, e che richiedono, secondo Albanese, un controllo costante e capillare del territorio.
La conformazione geografica del territorio, strettamente connessa alle vicine aree del Nolano e del Napoletano, ha contribuito a favorire, nel tempo, l’insediamento di gruppi criminali strutturati. Alcune di queste organizzazioni risultano essere autoctone o strettamente integrate nel tessuto locale, altre provengono da fuori e hanno trovato terreno fertile per stabilire cointeressenze di natura politica e imprenditoriale, nei principali settori d’interesse (edilizia, agroalimentare, commercio). .
Un radicamento che avviene spesso in modo carsico, invisibile in superficie, ma con conseguenze tangibili sulla sicurezza e sull’economia del territorio.
Un altro aspetto cruciale riguarda i sistemi di videosorveglianza, ritenuti essenziali sia in funzione preventiva sia come supporto all’attività investigativa. Alcuni comuni come Baiano, Avella e Sperone si sono già dotati di strumenti considerati virtuosi. Altri, come Sirignano, necessitano invece di adeguamenti per far fronte alle reali esigenze del territorio. Secondo Albanese, la mancanza o l’inadeguatezza di questi sistemi rappresenta un punto debole su cui è urgente intervenire.
Non meno importante il fronte ambientale. Albanese ha posto l’attenzione sui rischi idrogeologici dell’area, acuiti dalla particolare morfologia collinare e montuosa e dalla presenza di corsi d’acqua come l’Alto Clanio e l’Acqua Serta. Eventi meteorologici estremi, come l’alluvione dell’agosto scorso, hanno evidenziato la fragilità infrastrutturale e la necessità di una manutenzione più efficace del territorio. In questo contesto si colloca anche la lotta contro l’abusivismo edilizio, che aggrava ulteriormente la vulnerabilità ambientale. La tutela del territorio, ha affermato, passa anche dalla prevenzione di costruzioni non autorizzate che possono avere conseguenze gravi e spesso irreversibili.
Il comandante ha infine ribadito l’importanza della collaborazione dei cittadini nella lotta contro ogni forma di criminalità. Ha spiegato che solo attraverso la denuncia e la fiducia nello Stato è possibile contrastare in modo efficace fenomeni complessi come quelli estorsivi, l’usura o la violenza di genere. In quest’ultimo ambito, ha aggiunto, un aumento delle denunce non è necessariamente indice di un peggioramento, ma potrebbe anzi riflettere una maggiore consapevolezza e fiducia nei confronti delle istituzioni.
Il quadro tracciato dal colonnello Albanese lascia pochi margini all’equivoco: il Mandamento non è un’isola felice, come potrebbe apparire da un0analisi superficiale.
La realtà, più articolata e meno rassicurante, impone una sorveglianza costante, l’impegno congiunto delle istituzioni e una partecipazione attiva dei cittadini per contrastare efficacemente le derive criminali che lo minacciano.
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