Nel pomeriggio di oggi, 8 aprile 2026, l’area dei Campi Flegrei è stata interessata da due scosse ravvicinate, la prima registrata alle 14:38:59 e la seconda alle 16:48:57, con magnitudo rispettivamente 2.3 e 3.4. Entrambe hanno avuto un ipocentro molto superficiale, intorno ai 900–1000 metri, una profondità che ha contribuito a renderle nettamente percepibili in un’area molto ampia, da Pozzuoli ai quartieri occidentali di Napoli, fino a diversi comuni dell’hinterland. La seconda scossa, più intensa, ha provocato un diffuso spavento e ha spinto molte persone a scendere in strada, pur senza causare danni.
Secondo l’Osservatorio Vesuviano, questi eventi rientrano nel quadro del bradisismo attivo, caratterizzato da un sollevamento del suolo costante e da una dinamica dei fluidi sotterranei che genera micro‑fratturazioni nelle rocce superficiali. È proprio questa pressione interna, legata al sistema idrotermale e magmatico, a produrre scosse brevi e secche, spesso accompagnate da boati, senza indicare necessariamente un cambiamento improvviso dello stato del vulcano.
Diverse realtà di divulgazione scientifica sottolineano come il fenomeno sia ciclico, lento e monitorato in modo continuo, ricordando che la sismicità percepita rappresenta la risposta naturale del sistema vulcanico alle variazioni di pressione interne. La popolazione, tuttavia, vive con crescente tensione la ripetizione degli eventi, soprattutto quando si verificano a poche ore di distanza e con magnitudo avvertibile.
Le autorità locali e la Protezione Civile confermano che la situazione è sotto controllo: non emergono criticità dalle verifiche sul territorio e il monitoraggio prosegue senza interruzioni. L’invito rivolto ai cittadini è quello di affidarsi esclusivamente alle comunicazioni ufficiali, evitando interpretazioni allarmistiche e fonti non verificate, soprattutto in una fase in cui la percezione del rischio può essere amplificata dalla frequenza degli eventi.


