Operaio 66enne precipita da un muro in cantiere a Cicciano: è in gravi condizioni, indagini in corso


Ancora una volta, il lavoro si trasforma in tragedia. Ancora una volta la vita di un lavoratore è appesa a un filo. A Cicciano, in provincia di Napoli, un operaio di 66 anni è precipitato da un muro alto circa tre metri mentre era impegnato in un cantiere edile in via Benevento. L’incidente è avvenuto nel pomeriggio di giovedì 16 ottobre e ha lasciato l’uomo in condizioni disperate. Dopo un primo ricovero all’ospedale di Nola, è stato trasferito d’urgenza all’Ospedale del Mare di Napoli, dove si trova tuttora in prognosi riservata.

La dinamica dell’incidente è ancora al vaglio dei carabinieri, intervenuti sul posto con la sezione radiomobile e la stazione di Nola. Le indagini sono in corso per accertare le cause della caduta e verificare il rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro. Ma al di là delle responsabilità individuali, resta il dato drammatico: la strage silenziosa dei lavoratori non si arresta.

Ogni giorno, in Italia, uomini e donne escono di casa per guadagnarsi da vivere e finiscono per non farvi ritorno. Il lavoro, che dovrebbe essere dignità e futuro, si trasforma troppo spesso in morte o sofferenza. E mentre le statistiche si aggiornano, le famiglie si spezzano, le comunità si stringono attorno a un dolore che non dovrebbe esistere.

A Cicciano, come in tanti altri luoghi, la sicurezza sul lavoro resta una promessa non mantenuta, un dovere troppo spesso ignorato. Non bastano le leggi, non bastano le ispezioni sporadiche, non bastano le parole di circostanza. Serve una rivoluzione culturale, serve un impegno concreto da parte di imprese, istituzioni e cittadini. Serve che ogni cantiere, ogni fabbrica, ogni ufficio diventi un luogo dove la vita sia tutelata, non messa a rischio.

L’operaio di Cicciano lotta tra la vita e la morte. E con lui, l’intero Paese dovrebbe interrogarsi. Perché ogni incidente sul lavoro è una ferita aperta nella coscienza collettiva. Perché dietro ogni caduta c’è una storia, una famiglia, un futuro che si spezza. E perché nessuno dovrebbe morire per lavorare. Mai.