Il magistrato antimafia Catello Maresca ospite dell’istituto del preside irpino Peppe Scafuro a Legnano ha presentato il libro su Giovanni Falcone

La città di Legnano (Mi) ha vissuto due giornate intense dedicate alla cultura della legalità grazie alla presenza del magistrato anticamorra Catello Maresca, figura simbolo della lotta ai clan e voce autorevole nel panorama nazionale. Il primo incontro si è svolto il 24 febbraio nell’Aula Magna dell’ICS Bonvesin de la Riva di via Bonvesin de la Riva 1, , che ha voluto aprire le porte della scuola a un momento di riflessione collettiva. Il giorno successivo, il 25 febbraio, Maresca ha dialogato con circa trecento studenti del Liceo Galilei, istituto guidato dal dirigente scolastico Peppe Scafuro, irpino di Taurano (Avellino) trasformando l’auditorium dell’istituto in un laboratorio di cittadinanza attiva.

Il magistrato, oggi giudice presso la Corte d’Appello di Campobasso e docente di Diritto e legislazione antimafia all’Università Vanvitelli, ha ripercorso con i ragazzi il suo percorso umano e professionale. Nato a Napoli nel 1972 e cresciuto nel quartiere Barra, ha raccontato come, da adolescente, avesse davanti due strade: quella della criminalità o quella dello Stato. A indicargli la direzione furono le figure di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che lui definisce senza esitazione i suoi “veri influencer”, modelli di rigore, sacrificio e coraggio in un’epoca in cui i social non esistevano e il carisma si misurava con i fatti, non con i follower.

Il suo intervento ha toccato i momenti più significativi della sua carriera, a partire dagli anni trascorsi alla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, dove dal 2007 al 2018 ha coordinato alcune delle indagini più delicate contro il clan dei Casalesi. È stato lui a guidare l’operazione che il 7 dicembre 2011 portò alla cattura del boss Michele Zagaria, latitante da sedici anni. Un impegno che gli è valso premi come il Borsellino, il Livatino e il Caponnetto, ma anche una vita sotto scorta dal 2008, segno tangibile del prezzo personale pagato da chi sceglie di stare dalla parte della legalità.

A Legnano, Maresca ha presentato il suo libro “Il genio di Giovanni Falcone”, un omaggio appassionato al magistrato ucciso a Capaci. Ha spiegato di averlo scritto “con il cuore”, come un ragazzo che si è formato nel mito di Falcone e che ha cercato di seguirne l’esempio nella propria missione professionale. Il pubblico, composto da studenti, famiglie e docenti, ha ascoltato in silenzio quando ha ricordato che la mafia non è solo un’organizzazione criminale, ma una mentalità, un modo distorto di percepire potere e rispetto, capace di insinuarsi anche tra i più giovani, alimentata da modelli devianti che circolano sui social e nella musica. Ha citato esempi di “falsi miti” che parlano di pistole e sfida allo Stato, contrapponendoli alla grandezza silenziosa di chi ha sacrificato la vita per la giustizia.

Il dialogo con gli studenti è stato diretto e sincero. Maresca ha ricordato che le nuove generazioni non hanno vissuto l’impatto emotivo delle stragi di Capaci e via D’Amelio, ma possono comunque far propri i valori che Falcone e Borsellino hanno lasciato in eredità: legalità, libertà, responsabilità e coraggio. Ha aggiunto che, se le mafie sono ancora forti, è anche perché la società non è riuscita a costruire un muro abbastanza solido contro l’indifferenza. E ha invitato i ragazzi a essere parte attiva di questo muro, giorno dopo giorno, nelle scelte quotidiane.

Gli incontri sono stati moderati dal giornalista Andrea Accorsi e arricchiti da letture, video e momenti di confronto. La presenza del preside Peppe Scafuro, che ha fortemente sostenuto l’iniziativa, ha dato un valore aggiunto all’appuntamento: un dirigente scolastico che, pur lontano dalla sua Taurano, porta con sé la convinzione che la scuola debba essere presidio di legalità e luogo in cui si formano cittadini consapevoli.

A completare il quadro, la città ha ospitato anche un incontro pubblico nella Sala Pagani di Palazzo Leone da Perego, dedicato alle infiltrazioni mafiose in Lombardia e al processo Hydra, con interventi di studiosi e rappresentanti di Libera. Un segnale che Legnano non vuole voltarsi dall’altra parte, ma scegliere con chiarezza da che parte stare.