Un’operazione condotta dalla Polizia di Stato ha portato alla luce un sofisticato sistema criminale che ruotava attorno alla ricettazione e al riciclaggio di orologi di lusso, molti dei quali provenienti da furti e rapine. L’intervento ha interessato diverse località della Campania, tra cui Caserta, Marcianise, Casagiove, Napoli e Giugliano, dove sono state arrestate nove persone coinvolte in un’organizzazione ben strutturata e radicata nel territorio.
Le indagini hanno preso avvio nel dicembre 2022, quando due minorenni furono fermati per una serie di rapine mirate a sottrarre orologi di grande valore. Da quel momento, gli investigatori hanno ricostruito un quadro ben più ampio, scoprendo l’esistenza di un gruppo composto da individui tra i venti e i quarantanove anni, con base operativa a Napoli. Questo sodalizio si dedicava sistematicamente alla compravendita illecita di cronografi di pregio, spesso frutto di reati commessi non solo in Italia ma anche in altri Paesi europei. In alcuni casi, gli orologi erano stati falsificati o contraffatti, oppure risultavano privi di qualsiasi documentazione che ne attestasse la legittima proprietà.
Per rendere più difficile l’identificazione della provenienza criminale degli orologi, il gruppo si avvaleva della collaborazione di mediatori di nazionalità russa residenti negli Emirati Arabi Uniti, che facilitavano la rivendita dei beni sul mercato mediorientale. Inoltre, alcuni pezzi venivano esposti in fiere specializzate, organizzate semestralmente soprattutto in Germania, attirando acquirenti da numerosi Paesi stranieri. Questo canale parallelo di distribuzione permetteva al gruppo di inserire i beni rubati in circuiti commerciali internazionali, rendendo più ardua la tracciabilità e il recupero da parte delle autorità.
Al vertice dell’organizzazione si trovava un uomo per il quale il giudice ha disposto la custodia cautelare in carcere. Attorno a lui ruotavano diversi complici, tra cui il figlio, incaricato di trasportare gli orologi ai ricettatori, svolgendo il ruolo di corriere. Altri membri si occupavano di individuare potenziali acquirenti, mentre un artigiano specializzato nella riparazione di orologi e gioielli metteva a disposizione il proprio laboratorio per facilitare gli incontri tra il capo e i rivenditori. Questo ambiente tecnico fungeva da punto di snodo per le trattative e la verifica dei pezzi, contribuendo a mascherare la natura illecita delle transazioni.
Durante le perquisizioni effettuate in concomitanza con gli arresti, gli agenti hanno rinvenuto oltre 82mila euro in contanti e 18 orologi Rolex, per un valore complessivo stimato intorno ai 450mila euro. Il sequestro ha confermato l’entità economica dell’attività criminale, che si basava su un mercato parallelo capace di generare profitti ingenti e di coinvolgere attori internazionali.
Questa operazione rappresenta un passo significativo nella lotta contro il traffico illecito di beni di lusso, un fenomeno che si alimenta della domanda crescente di oggetti esclusivi e che sfrutta canali di distribuzione sempre più sofisticati. La sinergia tra criminalità locale e reti internazionali dimostra quanto sia necessario un approccio coordinato tra le forze dell’ordine dei diversi Paesi per contrastare efficacemente queste forme di criminalità organizzata.


