Ancora un rovinoso incidente al famigerato incrocio del casello autostradale di Baiano: riemerge il nodo irrisolto della rotatoria fantasma

 

L’incidente verificatosi questa mattina, che ha coinvolto – come spesso capita – più veicoli e reso necessario l’intervento del 118, ha riportato sotto i riflettori un tema che la collettività solleva da tempo: la realizzazione di una rotatoria al fine di regolare il flusso veicolare, riducendo drasticamente il pericolo di nuovi scontri.

 

L’incrocio tra l’uscita del casello autostradale di Baiano e la strada statale, immortalato nella foto allegata, si conferma uno dei punti più insidiosi dell’intero mandamento baianese.
Nonostante la presenza di segnaletica orizzontale, la sua collocazione –  a parere della maggior parte degli automobilisti e come evidenziato dall’asterisco giallo nella fotografia—risulta pressoché inutile: un automobilista fermatosi rigorosamente prima della linea di arresto non ha visibilità sugli eventuali veicoli provenienti dalla Nazionale; spostarsi un po’ più avanti, invece, significa rischiare di trovarsi nel torto (o nella migliore delle ipotesi in “concorso di colpa” in caso di urto con mezzi in arrivo, talvolta a velocità sostenuta.

Negli anni numerosi incidenti, anche gravi, hanno dimostrato quanto sia cruciale intervenire con urgenza su questa direttrice trafficata, dove la segnaletica orizzontale è spesso giudicata inadeguata da molti lettori e automobilisti locali.

L’incidente verificatosi questa mattina, che ha coinvolto – come spesso capita – più veicoli e reso necessario l’intervento del 118, ha riportato sotto i riflettori un tema che la collettività solleva da tempo: la realizzazione di una rotatoria al fine di regolare il flusso veicolare, riducendo drasticamente il pericolo di nuovi scontri.
Nonostante le condizioni dei feriti non risultino gravi, l’episodio si innesta in un contesto fatto di promesse rimaste per lo più lettera morta.

In passato Provincia di Avellino e i comuni di Baiano e Mugnano del Cardinale avevano mostrato disponibilità al progetto, ma la rotatoria non ha mai visto la luce. La memoria torna agli impegni presi, alle speranze dei cittadini e ai ritardi burocratici che continuano a rinviare una soluzione ormai imprescindibile.

A rincarare la dose di critica è ora l’ex sindaco di Sperone, il dottor Salvatore Alaia, che non ha risparmiato toni duri: “Mi chiedo, e vi chiedo: che fine ha fatto questo benedetto progetto? In quale cassetto si è perso o fermato?!” ha dichiarato, ricordando come l’ennesimo incidente dimostri l’urgenza di interventi concreti, non di ulteriori rinvii. Il suo sfogo si è trasformato in denuncia di una politica locale che fatica a tenere il passo delle esigenze del territorio: “Il Baianese merita più attenzione da parte dei suoi sindaci e amministratori”, ha aggiunto, invitando a passare dalle parole ai fatti per evitare che la situazione degeneri ulteriormente.

In questo scenario, la recente precedente iniziativa del sindaco di Quadrelle, Simone Rozza, assume un rilievo particolare: in qualità anche di presidente dell’Unione dei Comuni del Baianese Alto Clanis, Rozza ha formalmente sollecitato la Provincia di Avellino per la realizzazione di una rotatoria moderna all’uscita del casello di Baiano, sottolineando la pericolosità estrema dell’incrocio e la necessità di un intervento strutturale.

Se da un lato la comunità attende da anni una rotatoria che possa finalmente mettere in sicurezza uno snodo viario costantemente teatro di tamponamenti e scontri laterali, dall’altro si registra ancora una volta la contraddizione di un territorio che chiede interventi semplici quanto risolutivi e si vede penalizzato da una segnaletica poco efficace.

Finché la rotatoria non diventerà realtà, la richiesta che di riposizionare in modo più idoneo  rappresenta un palliativo doveroso, in attesa che le istituzioni trovino finalmente risorse e volontà politica per eliminare un rischio annoso.

 

Il tempo delle promesse è dunque giunto al capolinea: la sicurezza stradale non potrà più essere demandata alle sole cautele degli automobilisti.

Servono fatti, cantieri aperti e fondi concreti. Ogni ulteriore ritardo espone a pericoli reali, mentre la memoria delle vittime e dei feriti reclama il diritto a circolare senza temere un nuovo bollettino di cronaca.


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