Il sugo della nonna: un filo blu tra ricordi e cucina

La cucina è, per me, un palcoscenico di memorie. Mentre preparavo il sugo di oggi, il profumo della cipolla che appassiva dolcemente – con quella pazienza che richiede la cura di un sentimento – mi ha riportato d’un tratto nella cucina di mia nonna Olga. Da bambina, la osservavo attentamente mentre le sue mani facevano nascere, da pochi ingredienti semplici, quel sapore che univa tutta la famiglia, dalle polpette della domenica al piatto di pasta più amato.

Lungi dal voler competere con la solennità e la sapienza della nobile tradizione partenopea, il mio sugo non cerca il rigore della tecnica, ma il calore di una memoria che non si spegne. È un racconto sussurrato, che prende vita sotto lo sguardo delle mie mattonelle di Delft: frammenti antichi giunti fin qui da Amsterdam, che hanno visto scorrere il tempo proprio come le ricette che custodiamo gelosamente nel cuore.

In un mondo che corre veloce, fermarsi a cucinare “come una volta” è per me un piccolo atto di resistenza culturale. Ho voluto condividere questa semplicità, non come una lezione, ma come un invito a ritrovare, in ogni cucina, il sapore dei propri affetti più cari.

(Margherita Pintus)