
La struttura del vecchio presidio sanitario di viale Italia, che per decenni ha rappresentato il cuore dell’assistenza ospedaliera avellinese prima del trasferimento al Moscati nel 2010, si prepara a vivere una nuova stagione. L’edificio, conosciuto storicamente come Ospedale Civile di Avellino, era stato progressivamente svuotato dopo l’apertura del moderno complesso di contrada Amoretta, lasciando dietro di sé una struttura imponente ma inutilizzata, simbolo di una fase ormai superata della sanità irpina. Oggi, dopo anni di attesa e progetti rimasti sospesi, quel luogo sta per tornare a essere un punto di riferimento per la città, seppure con funzioni diverse da quelle originarie.
Secondo il cronoprogramma aggiornato dell’ASL, i lavori finanziati dal PNRR dovranno concludersi entro il 30 giugno, una scadenza che l’azienda sanitaria ha confermato anche nelle ultime comunicazioni ufficiali . La riapertura è prevista per luglio, quando una parte dell’ex ospedale sarà trasformata in Casa e Ospedale di Comunità, un modello assistenziale pensato per rafforzare la medicina territoriale e alleggerire il carico sugli ospedali tradizionali. Nel frattempo, la Regione Campania ha ricevuto la notifica dell’imminente attivazione della nuova Casa di Comunità di San Nicola Baronia, la terza in provincia dopo quelle già operative a Montoro e Bisaccia . Per le altre strutture previste sul territorio — sette Case di Comunità e tre Ospedali di Comunità — la data di completamento resta fissata anch’essa al 30 giugno, mentre il progetto di Montella rimane in sospeso in attesa di un via libera regionale definitivo.
Nel capoluogo, l’attesa è palpabile. La riapertura di una porzione dell’ex ospedale di viale Italia, chiuso ormai da sedici anni, rappresenta per molti cittadini un ritorno simbolico a un luogo che ha segnato la storia sanitaria della città. L’edificio, svuotato dopo il trasferimento del Moscati nel 2010, era rimasto per lungo tempo un gigante addormentato, con reparti dismessi e corridoi silenziosi . Ora, con l’arrivo delle nuove funzioni territoriali, si apre una fase completamente diversa: non più un ospedale tradizionale, ma un centro dedicato alla presa in carico dei pazienti cronici, alla diagnostica di base, alla continuità assistenziale e ai servizi di prossimità.
Questa riattivazione, però, è solo il primo tassello di un progetto più ampio. L’ASL ha infatti predisposto un piano di riconversione complessiva delle vecchie sedi ospedaliere, che attende ancora il via libera del Ministero della Salute per la rimodulazione delle risorse economiche necessarie . L’intervento non riguarda soltanto viale Italia: anche il plesso di contrada Pennini, un’altra struttura storica della sanità avellinese, sarà oggetto di una profonda riqualificazione, con l’obiettivo di restituire funzionalità a spazi oggi sottoutilizzati .
La stampa locale, in questi giorni, ha sottolineato come la riapertura dell’ex Ospedale Civile rappresenti non solo un adempimento alle scadenze del PNRR, ma anche un segnale politico e amministrativo importante: riportare servizi sanitari nel cuore della città, in un quartiere densamente abitato e facilmente raggiungibile, è percepito come un passo avanti nella ricostruzione di un rapporto più diretto tra cittadini e sistema sanitario. Alcuni articoli ricordano anche come, negli anni successivi alla chiusura, l’edificio fosse stato al centro di dibattiti, proposte di riconversione e timori di abbandono definitivo. La trasformazione in Casa e Ospedale di Comunità viene quindi letta come una risposta concreta a un’esigenza rimasta a lungo inevasa.
In attesa dell’inaugurazione, resta aperto il tema del futuro complessivo dell’area: la demolizione parziale e la ricostruzione di alcune ali dell’edificio, già previste nei progetti preliminari, potrebbero ridisegnare l’intero assetto urbanistico della zona. Ma per questo servirà l’ok ministeriale e una pianificazione finanziaria più ampia. Per ora, ciò che è certo è che viale Italia tornerà a vivere, e lo farà con una funzione nuova, più moderna e più vicina ai bisogni quotidiani della popolazione.

