Nella notte del 10 marzo 2026 la stazione di servizio Q8 è diventata il bersaglio di un nuovo assalto. Poco dopo le tre, un’auto si è fermata davanti al bar‑tabacchi dell’impianto e tre uomini incappucciati sono scesi con un obiettivo preciso. Hanno forzato l’ingresso in pochi secondi e si sono diretti verso le casse automatiche, svuotandole. Contanti, sigarette e gratta e vinci sono stati portati via con una rapidità che lascia poco spazio all’improvvisazione.
Le immagini delle telecamere mostrano movimenti coordinati, nessuna esitazione, nessuna parola superflua. L’azione è durata meno di due minuti, il tempo sufficiente per devastare il locale e fuggire prima dell’arrivo delle pattuglie. Quando i gestori sono stati avvisati, hanno trovato la porta divelta, i cassetti rovesciati e il solito silenzio che segue questi colpi notturni.
La rapina alla Q8 non è un episodio isolato. Nelle stesse ore altri distributori della provincia sono stati presi di mira con modalità simili, segno che la banda si muove con sicurezza e conosce bene i punti deboli degli impianti. Stesso orario, stessa tecnica, stessi obiettivi: un pattern che gli investigatori stanno analizzando per collegare i vari episodi.
Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia, che hanno acquisito i filmati e raccolto i primi elementi utili. Le indagini puntano a un gruppo organizzato, capace di spostarsi rapidamente e di colpire in sequenza senza lasciare tracce evidenti. Intanto cresce la preoccupazione tra i gestori, che parlano apertamente di un clima insostenibile. “Non possiamo affrontare da soli questa escalation”, è il commento più ricorrente.
La notte del 10 marzo si chiude così: un’altra serranda piegata, un altro locale danneggiato, un’altra fuga nel buio. E la sensazione, sempre più forte, che la provincia stia vivendo una fase in cui la sicurezza non è più un dato acquisito ma una richiesta urgente, che attende risposte concrete.

