Si è conclusa la campagna di scavo archeologico 2025 ad Avella, promossa e condotta dal Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale (DiSPaC) dell’Università degli Studi di Salerno, sotto la direzione scientifica della òpro.ssa Emanuela Mugione, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino. Il progetto, attivo dal 2019, ha visto anche quest’anno la partecipazione di studenti, specializzandi e dottorandi dell’UNISA, impegnati per quattro settimane in un’intensa attività di scavo stratigrafico presso l’area nord dell’anfiteatro romano di Avella.
Il saggio, di circa 4×30 metri, ha restituito dati di grande interesse scientifico: sono emerse tracce di viabilità romana, strutture murarie interpretabili come parte della cinta urbana della colonia, ambienti pavimentati in cocciopesto e livelli di distruzione riferibili a una fase sannitica più antica. Nel settore esterno, invece, sono stati individuati depositi alluvionali e tracce di un paleoalveo del Clanis, probabilmente riutilizzato come fossato difensivo.
Le attività sul campo sono state accompagnate da rilievi topografici, voli drone, studio della ceramica e documentazione delle unità stratigrafiche. Il gruppo ha condiviso giornate di lavoro impegnative ma vissute con entusiasmo, armonia e spirito di squadra, come raccontano gli stessi protagonisti attraverso le immagini e i messaggi pubblicati sui social.
La chiusura del saggio non segna la fine del lavoro: nei prossimi mesi il team sarà impegnato nel laboratorio di ceramica e nella revisione della documentazione, in vista della pubblicazione dei risultati e della preparazione della prossima campagna. L’appuntamento è già fissato per il 2026, con nuovi interrogativi da esplorare e nuove storie da riportare alla luce.

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