Questa settimana è ricominciata la campagna di scavi ad Avella: dopo le indagini avviate nel 2024, gli archeologi sono tornati nei campi che circondano l’antica Abella per proseguire gli scavi stratigrafici e i rilievi sul terreno. L’intervento è coordinato dall’Università degli Studi di Salerno e vede il coinvolgimento di realtà locali impegnate nella tutela e nella promozione del patrimonio, tra cui il gruppo AAA – Archeologia Ad Avella, in una collaborazione che unisce ricerca specialistica e partecipazione del territorio. La ripresa degli scavi è la notizia principale: è da questo filo conduttore che si dipanano obiettivi scientifici, didattici e culturali.
Nelle aree indagate emergono tracce di una storia pluristratificata: l’insediamento ha radici osche che si sviluppano poi nella fase romana, e sopravvivono tracce di riusi e trasformazioni nel medioevo. Gli elementi monumentali noti — l’anfiteatro, la necropoli con mausolei e tombe a camera, e i resti di infrastrutture minori — restano nodi fondamentali per comprendere l’organizzazione della città e le sue funzioni pubbliche e funerarie. Le nuove campagne mirano a chiarire le relazioni tra il nucleo urbano e le aree extraurbane, ricomponendo il rapporto tra spazi di vita quotidiana, attività produttive e riti collettivi.
Sul piano metodologico, il progetto combina tecniche tradizionali e strumenti digitali: la stratigrafia sul campo continua a essere la base interpretativa, affiancata da rilievi fotogrammetrici, modellazione 3D e sistematica documentazione digitale. Avella funziona sempre più come un laboratorio a cielo aperto dove studenti e giovani ricercatori apprendono tecniche di scavo, rilievo e catalogazione, trasformando l’attività sul campo in uno spazio formativo oltre che scientifico. Questa dimensione didattica è centrale: la formazione pratica sul sito consente di trasmettere competenze professionali e di costruire una banca dati solida per studi futuri.
La quinta essenza del progetto non è però solo accademica: l’azione si accompagna a un chiaro intento di valorizzazione culturale. Si lavora per rendere il patrimonio fruibile alla comunità locale e ai visitatori, attraverso percorsi, allestimenti e iniziative di coinvolgimento pubblico, perché l’archeologia diventi un elemento di identità e un motore di sviluppo sostenibile per il territorio. Il dialogo con le istituzioni locali e i cittadini è considerato parte integrante del successo degli interventi, sia in termini di tutela sia di ricaduta sociale.
Guardando avanti, le campagne in corso promettono scoperte in grado di arricchire la conoscenza sulle dinamiche di romanizzazione, sugli scambi regionali e sulle pratiche funerarie e abitative della Campania interna. Ogni strato rimosso e ogni frammento ritrovato contribuiscono a restituire il volto di Abella: una città che, pur non appartenendo ai grandi centri dell’antichità, offre una prospettiva preziosa sulle trasformazioni storiche di un’area di confine culturale e commerciale.


