Avella – È stato un momento di straordinaria emozione e orgoglio per la comunità avellana quello vissuto giovedì 11 settembre presso la Collegiata di San Giovanni Battista, dove si è tenuta la riconsegna ufficiale della grande tela settecentesca di Nicola Malinconico, tornata a risplendere dopo un anno di accurato restauro.
L’opera, una delle più significative testimonianze del barocco napoletano, troneggia dietro l’altare maggiore e rappresenta uno degli elementi più preziosi del patrimonio artistico della Collegiata. Grazie al minuzioso intervento della ditta Vassallo di Montecorvino Rovello, eseguito sotto la supervisione della Soprintendenza e dell’Ufficio dei Beni Culturali della diocesi, la tela è stata riportata al 95% della sua autenticità originale, restituendo colori, dettagli e profondità che da secoli erano stati offuscati dal tempo.
Alla cerimonia hanno preso parte il parroco don Giuseppe Parisi, il sindaco dott. Vincenzo Biancardi, i restauratori, i funzionari della Soprintendenza, la dottoressa Solpietro, esperta di arte sacra, e una folla di fedeli accorsi per celebrare questo storico ritorno.
Il restauro della tela di Malinconico è solo l’ultimo di una lunga serie di interventi voluti e promossi con instancabile dedizione da don Giuseppe Parisi, figura centrale nella vita religiosa e culturale di Avella. Sotto la sua guida pastorale, la Collegiata ha visto rinascere numerose opere sacre: la statua di San Sebastiano, il crocifisso ligneo, la statua di San Giovanni Battista, il busto di San Giuseppe, solo per citarne alcune.
Ma il suo impegno non si è limitato alla Collegiata: anche in altre chiese del territorio sono stati avviati e portati a termine interventi conservativi, sempre con l’obiettivo di restituire dignità e valore al patrimonio religioso e artistico della città.
Ogni restauro è stato reso possibile grazie alle offerte dei fedeli, raccolte in occasione di matrimoni, funerali, comunioni e intenzioni di suffragio. Un segno concreto della partecipazione attiva della comunità e del profondo senso di appartenenza che lega gli avellani alle loro radici spirituali.
Don Giuseppe Parisi non è soltanto un parroco attento alla dimensione liturgica, ma anche un vero custode della memoria storica e culturale di Avella. Con sensibilità e visione, ha saputo unire fede, bellezza e identità, restituendo alla città non solo opere d’arte, ma anche la consapevolezza del proprio passato. Ogni intervento è stato pensato non come fine a sé stesso, ma come occasione di rinascita comunitaria, in cui la cura dell’anima passa anche attraverso la valorizzazione del bello.
“La bellezza evangelizza”, ama ripetere don Parisi, convinto che l’arte sacra non sia soltanto ornamento, ma una via privilegiata per parlare al cuore dell’uomo, risvegliare la fede e trasmettere il senso profondo del sacro. In questo spirito, ogni restauro diventa anche un’opera di evangelizzazione, capace di unire generazioni e sensibilità diverse attorno al valore della memoria e della spiritualità.
La riconsegna della tela di Malinconico non è stata soltanto una cerimonia formale, ma un autentico atto di restituzione della memoria storica alla collettività. Un momento che ha saputo unire passato e presente, fede e cultura, testimoniando quanto Avella sia ancora oggi capace di custodire, valorizzare e amare il proprio straordinario patrimonio.
Con l’impegno di don Parisi e il sostegno concreto dei cittadini, Avella continua a riscoprire sé stessa attraverso le sue chiese, le sue opere e la forza di una comunità che, guardando al futuro, non dimentica le proprie radici.
( di Alessandro Siniscalchi)


