Cometa 3I/ATLAS: la NASA attiva per la prima volta il “protocollo di difesa planetaria” per monitorare l’evoluzione dei comportamenti anomali dell’oggetto interstellare


Sembra un romanzo di fantascienza eppure, senza ritenere che si tratti davvero di un’astronave aliena (ipotesi ventilata da alcuni scienziati, tra cui L’astrofisico Avi Loeb, professore a Harvard)  la NASA ha attivato -per la prima volta – il “protocollo di difesa planetaria” a causa delle stranezze osservate nella cometa interstellare 3I/ATLAS, un corpo celeste, proveniente dall’esterno del nostro sistema solare, che ha mostrato una serie di comportamenti e segnature chimiche fuori dall’ordinario e che dovrebbe raggiungere la distanza minima dalla Terra il 19 dicembre 2025.

La cometa, scoperta dal sistema ATLAS lo scorso luglio, è stimata essere lunga alcune decine di chilometri e ha mostrato tracce di un composto di nichel mai visto prima dagli spettrometri, un riscontro che ha messo in difficoltà gli astrofisici impegnati nelle prime analisi.

Anche la struttura del suo alone è atipica: 3I/ATLAS presenta un fenomeno noto come “anti-coda”, cioè un getto di particelle orientato verso il Sole invece che allontanarsi da esso, comportamento che contraddice le previsioni basate sulla pressione di radiazione solare.

Gli osservatori hanno rilevato inoltre accelerazioni anomale nella sua traiettoria che non si conformano perfettamente ai modelli gravitazionali standard, motivo per cui l’International Asteroid Warning Network l’ha inserita nella lista degli oggetti prioritari da monitorare.

La decisione di porre 3I/ATLAS sotto la lente del sistema di difesa planetaria non significa che sia una minaccia imminente per la Terra: al momento la cometa si trova all’interno dell’orbita di Marte, a centinaia di milioni di chilometri dal nostro pianeta, ma la sua imprevedibilità ha imposto un livello di attenzione senza precedenti per un oggetto proveniente da un altro sistema stellare.

I media internazionali hanno rilanciato la notizia con toni diversi: il quotidiano Il Mattino ha spiegato le ragioni scientifiche e la scelta della NASA di attivare il protocollo, mentre testate anglosassoni come Daily Mail, IBTimes e The News International hanno enfatizzato sia l’aspetto misterioso sia le reazioni pubbliche e speculative della comunità scientifica e del web.

In particolare, alcuni articoli esteri hanno descritto la misura come “un primo nella storia”—la prima volta che un oggetto interstellare viene trattato formalmente come target per campagne di monitoraggio e addestramento internazionale—e hanno segnalato esercitazioni e campagne osservative coordinate tra vari osservatori mondiali per affinare l’astrometria su questo bersaglio unico.

Gli scienziati coinvolti mantengono comunque prudenza: la domanda aperta resta se 3I/ATLAS sia semplicemente un corpo naturale con proprietà insolite o se ci siano processi fisici ancora non compresi che spiegano emissioni e spostamenti anomali; la comunità internazionale continuerà a sorvegliare l’oggetto con telescopi e campagne di rilevamento per ottenere dati più precisi prima di qualsiasi giudizio definitivo.

Il ricercatore capo della Nasa, Tom Styler, ha comunque precisato che: «Tutti i dati raccolti finora indicano che si tratta di un corpo naturale, seppur unico nel suo genere. Ma il suo comportamento rimane affascinante e continueremo a osservarlo con la massima attenzione».

Alcuni dei giornali che hanno trattato la vicenda: Il Mattino (Italia); Daily Mail (UK/USA); IBTimes (UK/USA); The News International (Pakistan/ingl.).

Qui di seguito, riportiamo i link relativi ai vari articoli un merito.

 

Cometa 3I Atlas, la Nasa attiva il protocollo di difesa planetaria: i motivi

NASA quietly deploys planetary defense tools after interstellar visitor shows odd light behavior | Daily Mail Online

Is 3I/ATLAS a Real Threat? NASA’s Sudden Planetary Defense Activation Sparks Viral Debate | IBTimes UK

NASA puts 3I/ATLAS on threat list for first time in history, activates planetary defense