“Il mio Paradiso. Dante profeta di speranza”: al Museo Diocesano di Salerno un’esperienza che lascia traccia

Salerno – Non è solo una mostra, ma un’esperienza immersiva che prova a tradurre in immagini, suoni e suggestioni ciò che, per sua natura, sfugge alla rappresentazione: il Paradiso di Dante. Si è svolta domenica 8 febbraio 2026 la presentazione ufficiale de “Il mio Paradiso. Dante profeta di speranza”, allestita presso il Museo Diocesano San Matteo, alla presenza dell’Arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno, S.E. Mons. Andrea Bellandi.

L’iniziativa, promossa dall’Arcidiocesi attraverso l’Ufficio Cultura e Arte e realizzata dall’Associazione Artincore in collaborazione con Salerno Opera Impresa Sociale srl, si inserisce nel più ampio progetto dedicato alla Divina Commedia, giunto al suo terzo capitolo dopo Inferno e Purgatorio. L’edizione 2026 è interamente dedicata alla cantica del Paradiso, cuore teologico e poetico dell’opera dantesca.

Visitabile dal 9 al 19 febbraio, la mostra propone un percorso che intreccia linguaggi diversi: dalle riflessioni di Franco Nembrini alle potenti illustrazioni di Gabriele Dell’Otto, accompagnando il visitatore in un’ascesa simbolica verso l’Empireo. Un itinerario che non si limita a raccontare, ma tenta di “mostrare” l’invisibile, restituendo la tensione tra finito e infinito che attraversa tutta la terza cantica.

Particolarmente significativo il contributo degli studenti del Liceo “Trani” e del Convitto Nazionale di Salerno, coordinati dalla prof.ssa Carmela Siani. Giovani protagonisti non solo come spettatori, ma come interpreti attivi del percorso espositivo, in un dialogo vivo tra formazione e creatività.

A completare l’esperienza, un video che accompagna e rilancia i contenuti della mostra, offrendo uno sguardo ulteriore sul lavoro svolto. Il progetto audiovisivo nasce dall’incontro tra la visione dei giovani e la guida del mondo accademico, trasformando il racconto dantesco in un linguaggio contemporaneo, accessibile ed evocativo.

Realizzato da Davide Procida insieme agli allievi, con il coordinamento del prof. Davide Zinna e della prof.ssa Carmela Siani, il video si muove tra luci, immagini e suggestioni per tentare una sfida antica: dare forma all’ineffabile. Non una semplice documentazione, ma un vero e proprio racconto visivo che restituisce il senso di un cammino condiviso.

In questo intreccio di arte, formazione e spiritualità, la figura di Dante emerge ancora una volta come sorprendentemente attuale: non solo poeta, ma interprete del desiderio umano di senso, capace di indicare – oggi come ieri – una direzione di speranza.

Un viaggio collettivo, dunque, che trova nel celebre verso conclusivo della Divina Commedia la sua sintesi più alta: “l’amor che move il sole e l’altre stelle”.