Sondaggio Eurobazooka: gli europei difendono la Groenlandia e accusano Trump di minacciare l’Europa

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Nelle ultime settimane un nuovo sondaggio, questa volta realizzato da Eurobazooka per la rivista francese Le Grand Continent, diretta da Gilles Gressani, ha rivelato un quadro che sorprende per compattezza e per la distanza che separa l’opinione pubblica europea dalle posizioni dei governi nazionali. Alla domanda su come l’Europa dovrebbe reagire alle tensioni attorno alla Groenlandia, la maggioranza degli intervistati non ha mostrato esitazioni: il sostegno agli abitanti dell’isola artica è netto, mentre l’atteggiamento nei confronti di Donald Trump appare decisamente critico. Il sondaggio indica che il 63% degli europei sarebbe favorevole all’invio di truppe con finalità esclusivamente difensive, mentre l’81% considera qualsiasi intervento militare statunitense un vero e proprio “atto di guerra contro l’Europa”. Una percezione che si inserisce in un clima di crescente diffidenza verso l’attuale leadership americana, tanto che il 44% del campione definisce Trump un dittatore o comunque un leader con tendenze autoritarie, e il 51% arriva a qualificarlo apertamente come “nemico”.

Il malcontento non riguarda soltanto la questione groenlandese. La gestione della cattura di Nicolás Maduro, avvenuta in violazione delle norme internazionali, ha suscitato un’ondata di critiche: il 56% degli intervistati si dichiara insoddisfatto della risposta dei propri governi, giudicata troppo debole, mentre il 63% considera il rapimento del leader venezuelano un atto “illegale e illegittimo”. In questo clima di tensione, una parte non trascurabile degli europei guarda con preoccupazione al futuro: il 21% ritiene “probabile” uno scontro diretto tra Europa e Stati Uniti, anche se il 44% continua a credere nella possibilità di un compromesso, mentre il 46% mantiene una posizione apertamente ostile verso l’America guidata da Trump.

Il quadro che emerge è quello di un continente che, almeno nella percezione dei cittadini, avrebbe bisogno di una postura più autonoma e assertiva. La maggioranza degli intervistati ritiene infatti che l’Europa debba dotarsi di strumenti adeguati per la propria difesa, ma anche di una visione più chiara del proprio ruolo nel mondo. L’idea che circola, e che il sondaggio conferma con forza, è che l’Unione non possa più limitarsi a reagire agli eventi, ma debba costruire una nuova narrazione politica e strategica, capace di darle coesione e credibilità in un contesto internazionale sempre più instabile.


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