La comunità di Mugnano del Cardinale e l’intera diocesi di Nola tornano a interrogarsi sul significato e sulla direzione della devozione a Santa Filomena, una tradizione che attraversa due secoli e continua a esercitare un fascino sorprendente. La nota pastorale diffusa il 20 aprile 2026 dal vicario generale monsignor Pasquale Capasso, su indicazione del vescovo Francesco Marino, rappresenta un passaggio decisivo: un invito a ritrovare un equilibrio tra fervore popolare e comunione ecclesiale, tra memoria storica e responsabilità pastorale.
La storia della giovane martire, le cui reliquie giunsero a Mugnano nel 1805 dopo il ritrovamento nelle Catacombe di Priscilla, ha alimentato per generazioni una devozione intensa, sostenuta da racconti di guarigioni e grazie straordinarie. Il sacerdote Francesco De Lucia, che ottenne le reliquie da Roma, fu il primo custode di un culto che avrebbe presto superato i confini locali. Nel tempo, figure come san Giovanni Maria Vianney e Paolina Jaricot — quest’ultima guarita in modo ritenuto miracoloso e beatificata nel 2022 — contribuirono a diffondere la fama della Santa. Anche diversi pontefici, da Gregorio XVI a Pio IX fino a san Pio X, mostrarono una particolare attenzione verso Mugnano, rendendo il Santuario un punto di riferimento internazionale.
Anche dai dati del nostro giornale online, consultabile nelle diverse lingue premendo sulla bandierina nell’angolo in altro a destra, risulta che una buona parte dei nostri lettori esteri ricerca spesso articoli su Santa Filomena. A testimonianza della diffusione mondiale del suo culto.
Nonostante il decreto del 1961, con cui la Congregazione dei Riti rimosse il nome di Santa Filomena dai calendari liturgici per l’assenza di documentazione storica certa, la devozione non si è mai interrotta. Il Santuario ha continuato a essere un luogo di preghiera costante, custodito da sacerdoti che, pur nel silenzio, hanno mantenuto viva la tradizione. Oggi, nelle ricorrenze più significative, il flusso di pellegrini è impressionante: arrivano dal Sud Italia, dall’Europa, dagli Stati Uniti, dall’America Latina e perfino dall’Asia. Una presenza che conferma quanto la figura della Santa continui a parlare al cuore dei fedeli.
È proprio alla luce di questa vitalità che la diocesi ritiene necessario ribadire il ruolo del Santuario come spazio di accoglienza, discernimento e crescita spirituale. Monsignor Marino ha più volte ricordato che la missione del Santuario non è solo custodire le reliquie, ma accompagnare i pellegrini, offrire un riferimento sicuro e garantire che la devozione si sviluppi in armonia con la Chiesa.
Uno dei punti più delicati affrontati nella nota riguarda la proliferazione di gruppi, associazioni o confraternite che, negli anni, hanno fatto riferimento alla Santa senza un riconoscimento formale. La diocesi chiarisce in modo netto che non è stato concesso alcun mandato ufficiale per la creazione o la gestione di tali realtà, né in Italia né all’estero. Qualsiasi iniziativa organizzata dovrà rivolgersi all’autorità ecclesiastica competente per ottenere un riconoscimento conforme al diritto canonico. Il Santuario stesso, viene precisato, non è affiliato ad alcuna associazione, né pubblica né privata.
La nota pastorale, dunque, non si limita a fornire indicazioni operative: è un invito a vivere la devozione con autenticità e responsabilità, evitando derive autonome che rischiano di generare confusione. La diocesi chiede ai fedeli di riconoscere nel Santuario e nei suoi responsabili l’unico punto di riferimento ecclesiale per il culto della Santa, così da preservare l’unità e la verità della fede.
In un contesto in cui la spiritualità rischia spesso di disperdersi in iniziative individuali o non verificate, la diocesi sceglie di proporre una direzione chiara: custodire la tradizione, valorizzarla e orientarla, affinché continui a essere una sorgente di speranza per chi cerca conforto e luce nella figura di Santa Filomena. Una scelta che non chiude porte, ma le apre alla comunione; che non limita la devozione, ma la protegge; che non spegne il fervore, ma lo guida verso un orizzonte condiviso.
I fedeli mugnanesi ritengono anche importante che le diverse iniziative “promozionali” del culto della miracolosa Santina di Mugnano del Cardinale siano coerenti con i fatti storici accertati, che non devono essere distorti per finalità diverse da quelle strettamente religiose.
LA NOTA PASTORALE:



