Il torrente Solofrana esonda: raccolti distrutti, chiesa a rischio e agricoltori in ginocchio

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Il pomeriggio del 18 agosto 2025 ha segnato un nuovo episodio critico per la Campania, colpita da violenti temporali che hanno provocato l’esondazione del torrente Solofrana nella zona di San Pasquale a Codola, tra Nocera Superiore e Nocera Inferiore. Le piogge torrenziali hanno trasformato il corso d’acqua in un fiume impetuoso, travolgendo i terreni agricoli e causando danni ingenti alle coltivazioni. Le immagini diffuse online mostrano campi allagati, serre distrutte e strade rurali invase da fango e detriti.

La Cia Campania ha denunciato una situazione drammatica, con la perdita di gran parte della produzione agricola in un territorio già provato da eventi climatici estremi. Il commissario Carmine Fusco ha espresso forte preoccupazione per gli effetti devastanti del maltempo, sottolineando come gli agricoltori siano nuovamente vittime di fenomeni meteorologici imprevedibili che minacciano non solo il lavoro quotidiano, ma anche le infrastrutture rurali e il patrimonio culturale. La chiesa di San Pasquale è ora in pericolo, trovandosi a ridosso di uno degli argini principali del torrente, messi a dura prova dalla piena.

La Protezione Civile aveva già diramato un’allerta meteo di livello giallo, ma la rapidità e l’intensità delle precipitazioni hanno superato ogni previsione, provocando allagamenti, smottamenti e innalzamento dei livelli idrometrici in diverse zone della regione. Nel beneventano, nel Sannio e nel salernitano si sono registrati danni anche a vigneti e uliveti, colpiti da grandinate improvvise. A San Giorgio la Molara, la grandine ha distrutto intere coltivazioni, mentre nella Valle dell’Alento si segnalano tettoie divelte e strutture danneggiate.

La richiesta di intervento è urgente: la Cia Campania ha sollecitato misure straordinarie di sostegno per le aziende colpite e una rapida ricognizione dei danni. Le strutture territoriali dell’associazione sono pronte a raccogliere le segnalazioni degli agricoltori e a farsi portavoce delle loro istanze presso le istituzioni regionali e nazionali. “Non si può lasciare soli coloro che presidiano quotidianamente queste aree”, ha ribadito Fusco.

Nel frattempo, la popolazione resta in allerta, con i Centri Operativi Comunali attivati e le autorità locali impegnate nel monitoraggio del territorio. Il rischio idrogeologico rimane elevato, e si temono ulteriori episodi di maltempo nei prossimi giorni.

 

Il torrente Solofrana è un corso d’acqua della Campania che nasce nel territorio montano di Solofra, precisamente dal monte Garofano, nei Monti Picentini. Le sue sorgenti, conosciute come Bocche soprane e Bocche sottane, alimentano un bacino che si estende per circa 260 chilometri quadrati. Il torrente scorre per circa 20–25 chilometri prima di confluire nel fiume Sarno attraverso il canale artificiale noto come Alveo Comune Nocerino.

Nel suo tragitto, la Solofrana attraversa una serie di comuni che testimoniano il legame storico ed economico con il corso d’acqua. Dopo aver lasciato Solofra, il torrente lambisce Montoro, poi prosegue verso Mercato San Severino, toccando le frazioni di Curteri e Pandola. Il suo corso continua attraversando Castel San Giorgio, Roccapiemonte, San Potito e Sant’Angelo, fino a raggiungere Nocera Superiore e Nocera Inferiore. In queste aree, il torrente ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo dell’industria conciaria, soprattutto nel distretto di Solofra, dove le sue acque venivano utilizzate per la lavorazione del cuoio.

In passato, le acque del Solofrana erano limpide e utilizzate anche per l’irrigazione, grazie alla presenza di tannini vegetali impiegati nella concia, che rendevano le acque fertilizzanti. Solo con l’introduzione di sostanze chimiche nell’industria conciaria si è cominciato a parlare di inquinamento, portando alla necessità di sistemi di depurazione, oggi gestiti da consorzi come il Codiso.