Secondo il Fondo Monetario Internazionale (FMI), l’intelligenza artificiale potrebbe influenzare fino al 40 % dei posti di lavoro a livello globale, con effetti più marcati nei Paesi avanzati, dove l’impatto stimato supera il 60 %. In confronto, nei Paesi a basso reddito la percentuale scende al 26 %, mentre nelle economie emergenti si aggira attorno al 40 %.
In questo scenario, le professioni più a rischio sono quelle ripetitive o standardizzate, come ruoli di back-office, addetti alla vendita o al telemarketing. Al contrario, le professioni che richiedono elevate competenze cognitive, come medici, giuristi o educatori, sono considerate meno esposte a una sostituzione completa, ma comunque soggette a trasformazioni.
A tal proposito, il CEO di IBM, Arvind Krishna, ha dichiarato che fino al 30 % delle posizioni amministrative nella sua azienda potrebbe essere automatizzato nel giro di cinque anni, in particolare nei settori non a contatto con i clienti.
Un altro studio significativo, condotto dalla University of Pennsylvania in collaborazione con OpenAI, ha rilevato che oltre l’80 % dei lavoratori americani potrebbe vedere almeno il 10 % delle proprie mansioni influenzate da strumenti basati su IA, con un 19 % che rischia cambiamenti in oltre la metà del proprio lavoro.
Secondo una stima elaborata da Goldman Sachs, l’adozione diffusa dell’intelligenza artificiale generativa potrebbe mettere a rischio fino a 300 milioni di posti di lavoro equivalenti a tempo pieno a livello globale.
Al di là dei numeri, crescono anche le preoccupazioni per il benessere psicologico dei lavoratori. L’American Psychological Association ha segnalato come l’incertezza legata all’automazione e al possibile ridimensionamento occupazionale possa generare ansia, senso di precarietà e stress.
Per affrontare queste sfide, il FMI invita a investire in formazione continua, riqualificazione professionale e protezioni sociali mirate, con l’obiettivo di garantire una transizione equa e inclusiva, evitando l’ampliamento delle disuguaglianze economiche.

