La Campania volta pagina all’alba di una nuova legislatura. In Tribunale, davanti all’ufficio elettorale regionale, è Giulio Cataldi, presidente dell’ufficio centrale presso la Corte d’Appello, a scandire il passaggio di consegne: Roberto Fico è ufficialmente il nuovo presidente della Regione Campania, forte di 1.284.510 voti validi. La proclamazione arriva poco prima delle dieci, accompagnata dalla consegna del documento che certifica l’elezione. Da lì, il trasferimento a Palazzo Santa Lucia, dove il neo governatore trova già sul tavolo il primo dossier caldo: la composizione della giunta.
Fin dal suo intervento di insediamento, Fico chiarisce la linea che intende seguire. Nessun eletto, nessun candidato e nessun non eletto delle liste entrerà nella squadra di governo. La giunta sarà composta da figure esterne, una scelta che il presidente lega alla necessità di preservare il ruolo del Consiglio regionale, evitando il meccanismo di sostituzioni previsto dalla legge elettorale. «Serve un Consiglio forte, capace di bilanciare la Giunta», ribadisce, richiamando la Costituzione e parlando di “etica pubblica” come criterio guida di ogni nomina. Nessuna scadenza per la formazione dell’esecutivo, solo un obiettivo: puntare sulla qualità e trovare un equilibrio condiviso con le forze politiche della maggioranza.
Il dialogo interno alla coalizione, assicura, procede senza tensioni. Una risposta indiretta alle critiche arrivate dal sindaco di Benevento, Clemente Mastella, leader di Noi di Centro – Noi di Sud, che nei giorni scorsi aveva espresso perplessità sulla linea del nuovo presidente. Mastella, però, nel giorno dell’insediamento sceglie toni distensivi: augura buon lavoro a Fico, garantisce lealtà e ricorda che la sua forza politica resta parte convinta della maggioranza, pur rivendicando il diritto a esprimere opinioni sulla composizione della giunta.
A colpire, nella mattinata della proclamazione, è l’assenza di Vincenzo De Luca. L’ex governatore non partecipa alla cerimonia, ma Fico racconta di una telefonata cordiale ricevuta il giorno precedente, con gli auguri di buon lavoro. Nessun passaggio di consegne formale era previsto, e la transizione avviene senza ritualità aggiuntive.
Sul fronte delle deleghe, l’unica certezza riguarda la Sanità, che il presidente intende tenere per sé. Per il resto, circolano indiscrezioni sui nomi che i partiti potrebbero proporre. Nel Partito Democratico si parla di Mario Casillo per i Trasporti, di Vincenza Amato per un ruolo di peso e di Fulvio Bonavitacola per l’Ambiente. In A Testa Alta si guarda a Ettore Cinque, che potrebbe mantenere il Bilancio. La lista Avanti punta sul segretario nazionale del Psi, Enzo Maraio, per il Turismo. In Casa Riformista prende quota l’ipotesi dell’ex senatrice Angelica Saggese, mentre in Avs emerge la disponibilità di Fiorella Zabatta, pronta a rinunciare alle Politiche del 2027 per entrare in Consiglio. Nel Movimento 5 Stelle si fa il nome della deputata Gilda Sportiello per il Welfare, e circola anche quello di Alfonso Pecoraro Scanio per l’Agricoltura. Restano invece esclusi, secondo quanto dichiarato da Fico, Tommaso Pellegrino, nonostante le oltre sedicimila preferenze, e Michele Cammarano, già consigliere regionale del M5S, oltre a Cesaro.
Nel frattempo, dalla coalizione arrivano messaggi di sostegno. Enzo Maraio, segretario nazionale di Avanti Psi, parla di una “nuova stagione” per la Campania, fondata su serietà amministrativa, riformismo e attenzione ai bisogni concreti dei cittadini. Rivendica il contributo della lista Avanti Campania, che ha scelto di partecipare al progetto puntando su lavoro stabile, investimenti territoriali, una sanità efficiente e una pubblica amministrazione moderna. La politica, afferma, deve tornare a essere strumento di riscatto e non terreno di scontro sterile.
Da Napoli arriva anche la voce del sindaco Gaetano Manfredi, che sottolinea il valore del rispetto istituzionale. Ricorda che Fico, da ex presidente della Camera, conosce bene l’importanza di rapporti corretti tra enti diversi. La collaborazione tra Comune e Regione, afferma, sarà naturale se basata sul rispetto dei ruoli e sulla tutela dei diritti dei cittadini.
La giornata si chiude così, con un nuovo presidente insediato, una giunta ancora da costruire e una coalizione che, pur con sfumature diverse, si ricompatta attorno alla promessa di un cambio di passo per la Campania.

