Sulle strade dell’Irpinia, la storia di Santa Filomena e San Pellegrino: fratelli nella fede.

C’è una storia che in Irpinia non è scritta soltanto nei libri, ma soprattutto nelle strade, nei passi dei pellegrini e nella memoria degli anziani. È una storia che ogni agosto torna a farsi sentire, quando le campane suonano, le processioni attraversano i paesi e migliaia di fedeli si mettono in cammino. È la storia di Santa Filomena e San Pellegrino, due santi che il cuore della gente ha voluto unire come fratello e sorella.

Santa Filomena, nel sentimento popolare, è diventata la sorella di San Pellegrino. Non perché esista tra loro un legame di sangue, né perché le loro vite terrene siano state realmente unite, ma perché nel corso dei decenni è nata una parentela molto più profonda: quella della fede.

È una storia che profuma di estate, di cera consumata davanti agli altari, di campane che rimbombano nelle valli e di strade percorse a piedi nel silenzio della notte. Una storia fatta di uomini e donne che partono lasciando alle spalle le proprie case e affidando ogni passo a un santo.

A unirli più di ogni altra cosa sono i Battenti, custodi di una tradizione antica e intensa. Da Altavilla Irpina, i devoti di San Pellegrino si mettono in cammino verso Mugnano del Cardinale, diretti al Santuario di Santa Filomena. È un viaggio lungo, faticoso, spesso affrontato a piedi nudi. Il dolore dei piedi, la stanchezza del corpo e la fatica del percorso diventano parte della preghiera.

Ogni passo sembra raccontare una storia. C’è chi cammina per ringraziare, chi per chiedere una grazia, chi porta nel cuore il ricordo di una persona cara e chi, semplicemente, sente di dover mantenere una promessa fatta al santo.

E quando finalmente il pellegrino arriva davanti a Santa Filomena, la fatica sembra scomparire. Rimane soltanto l’emozione di essere arrivato. Rimane una preghiera, una lacrima, un segno della croce. Rimane la certezza di aver compiuto qualcosa che va oltre il semplice viaggio.

Ma la storia non finisce a Mugnano.

Come in un’antica promessa d’amore e di amicizia, arriva il momento di ricambiare la visita. Sono i devoti di Mugnano a dirigersi verso Altavilla Irpina, per rendere omaggio a San Pellegrino.

Ed è qui che la tradizione assume un significato ancora più suggestivo: i due santi sembrano incontrarsi attraverso i loro popoli. Santa Filomena riceve la visita di San Pellegrino, e San Pellegrino riceve quella di Santa Filomena. Non sono i santi a percorrere le strade, ma i loro fedeli. Eppure, nel sentimento della gente, è come se fossero proprio loro a incontrarsi.

Anche il mese di agosto sembra essere stato scelto per custodire questa storia. Santa Filomena viene celebrata nel cuore del mese, mentre ad Altavilla Irpina San Pellegrino viene festeggiato il 24 e 25 agosto. Due feste così vicine nel tempo da sembrare le pagine consecutive dello stesso racconto.

Un tempo, nella cultura contadina, agosto era il mese delle grandi feste, dei ritorni e degli incontri. Dopo mesi di lavoro, le comunità si fermavano per celebrare i propri santi. Le strade si riempivano di gente, le case aprivano le porte, le famiglie si ritrovavano. E in quel grande calendario della devozione popolare, Santa Filomena e San Pellegrino finirono per diventare protagonisti di un’unica grande stagione di fede.

Poi c’è Roma, con le sue catacombe e il mistero dei primi cristiani. Le reliquie di Santa Filomena furono ritrovate nelle catacombe di Priscilla, mentre quelle attribuite a San Pellegrino furono rinvenute in un’altra catacomba romana. Da Roma, all’inizio dell’Ottocento, le loro reliquie e i loro culti arrivarono in Irpinia.

Per la gente di allora, provenire da quella stessa antica terra di martiri e di fede significava condividere qualcosa. Forse non una storia comune, ma certamente una stessa origine spirituale. E anche questo contribuì a rafforzare l’idea che quei due santi fossero destinati, in qualche modo, a camminare insieme.

Ma la vera parentela tra Santa Filomena e San Pellegrino non è nelle catacombe, né nelle date, né nelle antiche carte, ma  si trova nel cuore della gente.

È lì che è nata la sorellanza di Santa Filomena. È lì che San Pellegrino ha trovato una sorella. È lì che due comunità hanno trasformato un semplice pellegrinaggio in una tradizione capace di attraversare le generazioni.

Perché ogni volta che un Battente si mette in cammino, qualcosa di antico torna a vivere. Ogni passo ricorda quello di chi è partito prima di lui. Ogni preghiera ripete parole già pronunciate da padri, madri, nonni e bisnonni. E ogni incontro tra Mugnano e Altavilla rinnova un legame che il tempo non è riuscito a spezzare.

Così, quando arriva agosto, le strade dell’Irpinia sembrano raccontare una storia che appartiene a tutti.

Una storia di fede, di sacrificio e di fratellanza.

Una storia nella quale Santa Filomena è diventata sorella di San Pellegrino non per sangue, ma per amore e devozione.

E forse è proprio questo il senso più bello di questa antica tradizione: due santi, due comunità, due cammini che partono da luoghi diversi, ma che ogni anno finiscono per incontrarsi.

Perché sulle strade dell’Irpinia, quando cammina la fede, nessuno è davvero lontano. E Santa Filomena e San Pellegrino, nel cuore del loro popolo, continuano a camminare insieme. ( di Alessandro Siniscalchi)