La storia del Parco della Paradina affonda le sue radici in un paesaggio rurale che, per generazioni, ha rappresentato un punto di riferimento quotidiano per la comunità di Sperone. A valle delle colline coperte da castagneti e faggete, la monumentale Fontana del 1899 emerge come fulcro identitario del luogo: un’opera in pietra dalla forma concava, costruita con finalità di protezione idrogeologica e divenuta nel tempo simbolo di continuità tra natura, architettura e vita comunitaria. L’acqua che vi sgorga, leggera e ricca di magnesio, attraversa una galleria cilindrica scavata nella roccia e scende fresca nel bacino. I meno giovani ricordano ancora quando si recavano alla Fontana per riempire le bottiglie: quell’acqua, “leggermente acidula” anche per il passaggio tra le radici degli alberi, era considerata utile a favorire il buon funzionamento dei reni, un sapere popolare tramandato come parte della quotidianità contadina.
Accanto alla Fontana si erge la piccola Chiesa dell’Assunta, costruita negli anni Cinquanta grazie all’impegno diretto degli abitanti, che vi lavorarono con mezzi propri e con una dedizione oggi ricordata come uno dei momenti più intensi della storia locale. L’edificio, dalle linee essenziali, è posto su un pianoro raggiunto da una lunga gradinata in pietra che richiama la composizione dei templi antichi. Il recente restauro, con l’accostamento di bianco e azzurro, ha restituito alla chiesa un’immagine luminosa e simbolicamente legata al culto mariano, rafforzandone il ruolo di riferimento spirituale e visivo all’interno del paesaggio.
La presenza congiunta della Fontana e della Chiesa definisce oggi la struttura centrale del Parco della Paradina, un’area che l’amministrazione comunale ha progressivamente recuperato e reintegrato nel proprio patrimonio, trasformandola in un luogo di fruizione pubblica, incontro e socialità. La parete concava della Fontana, con la sua geometria avvolgente, e la panca ellittica che ne segue il profilo, configurano uno spazio che si comporta come una vera piazza naturale, capace di accogliere visitatori, escursionisti e residenti.
Il progetto di valorizzazione del Parco si inserisce in una più ampia visione di recupero dei beni culturali e ambientali del territorio, con l’obiettivo di restituire alla comunità luoghi che per decenni hanno rappresentato memoria, lavoro e identità. In questa prospettiva, la Fontana di Sperone e la Chiesa dell’Assunta costituiscono un nodo strategico per la creazione di una rete di percorsi storico‑culturali che potrebbe collegare altri siti di rilievo del territorio, favorendo una fruizione sostenibile e una conoscenza più diffusa del patrimonio paesaggistico locale.
Il Parco della Paradina, oggi sempre più frequentato, si configura così come un’agorà verde che unisce storia, architettura e natura, restituendo alla comunità un luogo simbolico e rigenerante, capace di raccontare la continuità tra passato e presente.


