Mercoledì 10 dicembre 2025, alle ore 19.30, la Chiesa di San Giorgio (via Duomo 19, Salerno) ospiterà l’incontro dal titolo “La piccola speranza che trascina tutto”, in occasione della conclusione del Giubileo della Speranza. Si tratta di una serata pensata per unire arte, musica, riflessione e spiritualità: la comunità è invitata gratuitamente a partecipare, con ingresso libero, in un momento di profonda condivisione culturale.
L’evento si apre con una lettura drammatica tratta dal poema Il portico del mistero della seconda virtù di Charles Péguy. Il testo sarà affidato a voci narranti e cantanti accompagnati dal pianoforte — Anna Giordano, Francesca Pendina, Elsa De Chiara, Benedetta Sabini, Ilaria Cotarella, Annachiara Guerra e Rossella Gomes — che daranno vita alle atmosfere di speranza e rinascita, attraverso la parola e il canto.
Le letture saranno accompagnate da musica da camera: un quartetto d’archi (violino, violino, viola, violoncello) eseguirà brani tratti dal Quartetto in re minore D. 810 di Franz Schubert, noto anche come “La Morte e la Fanciulla”, tra i capolavori più intensi del repertorio romantico.
L’esperienza visiva è affidata alle immagini curate da Turi Distefano, che contribuiranno a costruire un’ambientazione suggestiva, amplificando il dialogo tra parola, suono e luce.
Il cast musicale e vocale è di rilievo, con artisti che vantano un curriculum significativo nel panorama italiano:
- Ida Visconti (pianoforte): pianista di notevole talento, con una carriera concertistica presso festival e sedi prestigiose in Italia. Suona in combinazione con soprani e in repertori liederistici, confermando la sua competenza sia nel pianismo solistico che nell’accompagnamento vocale. In questo settore ha intrapreso carriera concertistica ed è sovente ospite del Festival “Armonie della Magna Graecia”.
- Il quartetto d’archi é formato da Vincenzo Meriani e Raffaele Delli Bovi al violino, Francesco Venga alla viola e Matteo Parisi al violoncello. I musicisti si sono formati nei conservatori di Salerno e Avellino dove hanno conseguito il diploma con lode. Successivamente hanno intrapreso una brillante carriera professionale, sia come professori d’orchestra che come cameristi. Hanno collaborato con l’Orchestra dell’Accademia di S. Cecilia, il Teatro dell’Opera di Roma, il Teatro S. Carlo di Napoli, il Teatro Petruzzelli di Bari e molte altre fondazioni Lirico-Sinfoniche del panorama nazionale ed internazionale. All’attivitá professionale affiancano l’insegnamento come docenti di strumento e musica da camera nei conservatori di Salerno, Avellino e Foggia.
Il cuore letterario dell’evento è il poema Il portico del mistero della seconda virtù di Charles Péguy. In quest’opera, la speranza è immaginata come una bambina, la più piccola delle tre virtù teologali (fede, speranza, carità), ma è lei quella che “trascina tutto”: la fede vede solo il presente, la carità ama ciò che è, mentre la speranza “vede quello che sarà”.
Secondo le riflessioni di molti critici, la visione di Péguy costituisce un vero e proprio inno alla vita: la speranza non è debolezza, bensì la forza silenziosa che permette agli esseri umani di guardare oltre le tenebre, di avere fiducia nel futuro anche quando tutto sembra perduto.
Questo appuntamento non è solo un momento spirituale, ma anche una vetrina culturale di alto livello: mette insieme giovani musicisti emergenti di caratura nazionale, una forte tensione poetica e la scenografia visiva, creando un’esperienza integrata che parla sia al cuore che alla mente della comunità salernitana. L’evento dimostra come la cultura classica e la spiritualità possono collaborare per offrire una testimonianza di speranza “in forma artistica”, nel contesto di un Giubileo che celebra il desiderio di rinascita.


