Il furto di rame avvenuto nell’impianto di depurazione dell’Alto Calore a Manocalzati ha riportato alla ribalta un fenomeno che negli ultimi anni ha colpito più volte la provincia di Avellino, causando danni economici e disagi ai servizi pubblici. Nella notte tra giovedì e venerdì ignoti si sono introdotti nella struttura, sottraendo diverse componenti in rame indispensabili al funzionamento dell’impianto. L’ente gestore ha immediatamente presentato denuncia alle forze dell’ordine e ha segnalato l’accaduto, sottolineando la gravità di un episodio che non rappresenta un caso isolato ma l’ennesimo di una lunga serie.
Gli investigatori hanno già acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona, nella speranza di individuare elementi utili a ricostruire la dinamica e risalire all’identità dei responsabili. Le indagini si concentrano anche sull’orario del raid, che con ogni probabilità è stato compiuto nel corso della notte, approfittando della scarsa presenza di persone e della difficoltà di controllo in un’area periferica.
Secondo quanto riportato da diverse testate locali, l’impianto di Manocalzati era già stato preso di mira in passato da ladri di rame, segno che la struttura rappresenta un obiettivo sensibile per chi cerca di rivendere il metallo sul mercato nero. Il danno non è soltanto economico: la sottrazione di cavi e componenti può compromettere il funzionamento del depuratore, con conseguenze dirette sulla gestione delle acque e sull’ambiente. Proprio per questo l’Alto Calore ha avviato lavori in somma urgenza per ripristinare la piena operatività, affidando gli interventi a ditte specializzate.
Il rame, per il suo valore e la facilità di rivendita, continua a essere al centro di furti che colpiscono infrastrutture pubbliche e private, dalle linee elettriche agli impianti industriali. A Manocalzati, come in altri comuni della Campania, il fenomeno ha assunto una dimensione preoccupante, tanto da richiedere un rafforzamento dei sistemi di sorveglianza e un coordinamento più stretto tra enti gestori e forze dell’ordine.
La vicenda ha suscitato indignazione tra i cittadini e preoccupazione tra gli amministratori locali, che vedono in questi episodi non solo un attacco al patrimonio pubblico ma anche un rischio concreto per la sicurezza e la qualità dei servizi essenziali. Il furto di rame non è un semplice atto vandalico, ma un reato che incide sulla collettività e che, se non contrastato con decisione, rischia di ripetersi con conseguenze sempre più gravi.

