L’inchiesta dei Carabinieri del NAS di Caserta ha scoperchiato un sistema di assenteismo organizzato all’interno di una struttura sanitaria della provincia, dove medici e infermieri risultavano presenti solo sulla carta. Le immagini raccolte dagli investigatori mostrano badge timbrati con puntualità, seguiti però da allontanamenti immediati, uscite non autorizzate e rientri solo a fine turno. Un meccanismo che, secondo gli inquirenti, non era frutto di improvvisazione ma di una pratica consolidata, resa possibile anche grazie alla complicità di colleghi incaricati di timbrare al posto degli assenti.
Il comunicato ufficiale dei NAS parla di un fenomeno “abituale e consapevole”, documentato attraverso settimane di appostamenti, verifiche incrociate e acquisizioni video. Un lavoro minuzioso che ha permesso di ricostruire turni fantasma, ore di servizio mai svolte e un’organizzazione interna che, di fatto, garantiva copertura a chi decideva di abbandonare il posto di lavoro. Una condotta che, oltre a violare le norme disciplinari, metteva a rischio la continuità assistenziale e la qualità delle cure offerte ai pazienti, lasciando reparti scoperti o gestiti da personale ridotto.
Le misure cautelari scattate all’alba hanno colpito diversi operatori sanitari, mentre l’azienda ha espresso piena collaborazione con gli investigatori e annunciato ulteriori verifiche interne. La direzione sanitaria, informata degli sviluppi, ha sottolineato la necessità di ristabilire trasparenza, legalità e un rapporto di fiducia con i cittadini, già messo a dura prova da episodi che minano l’immagine dell’intero sistema sanitario.
Il caso ha avuto un’eco immediata anche per la diffusione del video, pubblicato dal quotidiano Il Mattino, che mostra alcuni momenti del blitz e delle attività di osservazione. Le immagini, diventate virali, hanno alimentato l’indignazione pubblica e riportato al centro del dibattito il tema dell’assenteismo nella pubblica amministrazione. Per i NAS, l’operazione rappresenta un intervento necessario per tutelare non solo le casse dello Stato, ma soprattutto la sicurezza dei pazienti, che hanno diritto a un’assistenza garantita da personale realmente presente e operativo.
L’indagine, definita dagli investigatori come un monito contro ogni forma di abuso, segna un nuovo capitolo nella lotta agli illeciti in ambito sanitario. Un richiamo forte e diretto al senso di responsabilità di chi lavora in un settore dove ogni assenza ingiustificata può tradursi in un rischio concreto per la salute di chi ha più bisogno.

