Nella serata di ieri, 19 gennaio 2026, un cavallo, sbucato all’improvviso sulla carreggiata in un tratto sopraelevato dell’Ofantina, è stato investito da un’auto in transito. L’impatto, così violento da non lasciare scampo all’animale, ha trasformato una normale percorrenza serale in un momento di paura e incredulità. L’automobilista, pur ferito in modo lieve, è rimasto profondamente scosso e ha ricevuto assistenza immediata dal personale del 118.
Mentre i Carabinieri effettuavano i rilievi per chiarire la dinamica, è emersa la domanda che tutti si pongono: come ha fatto il cavallo a raggiungere la strada in un punto tanto pericoloso. Le prime ipotesi parlano di una fuga dai terreni circostanti, forse favorita da un varco nelle recinzioni o da un improvviso spavento. Una circostanza che riporta al centro dell’attenzione un tema sempre più urgente: la gestione degli animali vaganti nelle aree rurali, dove la vicinanza tra campi, boschi e arterie stradali crea un equilibrio delicato.
L’incidente, purtroppo, non è un caso isolato. Negli ultimi anni la presenza di animali sulle strade irpine è diventata un fenomeno ricorrente. E non si incontrano solo cinghiali: cavalli, cani, volpi e persino caprioli attraversano sempre più spesso le vie di collegamento, complici la riduzione dei predatori naturali, l’espansione delle aree verdi e la scarsa manutenzione di alcune recinzioni agricole. Una convivenza che può trasformarsi in un rischio concreto, soprattutto nelle ore serali, quando la visibilità cala e i tempi di reazione si riducono drasticamente.
L’episodio di Montella diventa così un monito per automobilisti e istituzioni. Da un lato, chi guida deve essere consapevole che l’Ofantina e le strade limitrofe attraversano territori vivi, dove la natura non è un elemento decorativo ma una presenza reale e imprevedibile. Dall’altro, le amministrazioni locali sono chiamate a rafforzare controlli, verifiche e interventi mirati, perché la sicurezza stradale passa anche dalla prevenzione degli incidenti con fauna domestica e selvatica.

