Cavallo di ritorno per auto rubate: sgominata banda tra Area Nord e Casertano. Tariffe fino a 2000 €

Auto rubate, taglie fino a 2.000 euro e un vero e proprio sistema criminale radicato tra l’Area Nord di Napoli e il Casertano: è il quadro scaturito dall’inchiesta della Procura di Napoli Nord, firmata dal pubblico ministero Corrado Caputo, che vede indagate 23 persone con l’ipotesi di concorso in estorsione e ricettazione, fermo restando che per tutti gli indagati vige la presunzione di innocenza fino a condanna definitiva.

Al centro dell’indagine, rilanciata da Il Mattino, c’è il collaudato meccanismo del “cavallo di ritorno”. Subito dopo il furto, i proprietari venivano contattati dai malviventi e costretti a pagare una tangente per rientrare in possesso della propria vettura. Gli episodi documentati dagli inquirenti a partire dal novembre 2023 mostrano richieste oscillanti tra gli 850 e i 2.000 euro, con un raggio d’azione che spaziava capillarmente tra Frattamaggiore, Afragola, Melito, Giugliano, Sant’Antimo, Caivano, Casandrino, Arzano, Aversa e Teverola.

Nel mirino della banda finivano soprattutto utilitarie e vetture di media cilindrata ad alta diffusione commerciale, con una netta predilezione per modelli come Fiat 500, 500L, Panda e Punto, oltre a Lancia Ypsilon, Alfa Romeo Giulietta, Audi A1, Peugeot Partner e Smart ForFour. Il fascicolo d’inchiesta racchiude inoltre specifiche accuse di ricettazione, come nel caso di una Fiat 500 rubata a Succivo e rintracciata ad Afragola il 24 gennaio 2024, episodio per cui risultano coinvolti quattro dei 23 indagati.