Nel pomeriggio di oggi, lunedì 6 ottobre 2025, alle ore 19:30, in piazza Luigi Lauro a Sperone, si terrà l’incontro inaugurale del Comitato Civico per la Difesa del Nocciolo. L’iniziativa, promossa da cittadini e agricoltori del comprensorio baianese, nasce in risposta al crescente stato di crisi che affligge il comparto corilicolo, da anni al centro di difficoltà strutturali e produttive.
La convocazione ha già suscitato l’interesse di numerosi operatori del settore, giovani e rappresentanti della società civile, uniti dalla volontà di richiamare l’attenzione delle istituzioni su una filiera che rappresenta un pilastro economico e culturale del territorio.
Il settore della nocciolicoltura irpina versa in condizioni critiche a causa di fattori molteplici: fitopatie non contrastate, calo dei prezzi all’origine, mancanza di investimenti mirati e una percepita assenza di interventi efficaci da parte degli enti regionali.
A ciò si aggiungono le conseguenze di una crescente instabilità climatica e di una concorrenza internazionale sempre più aggressiva, che mettono a rischio la sostenibilità delle coltivazioni tradizionali.
In questo contesto, il Comitato Civico si propone come strumento di mobilitazione e di proposta, con l’obiettivo di promuovere azioni concrete a tutela del nocciolo e del lavoro agricolo.
Durante l’incontro, gli organizzatori intendono ribadire la necessità di superare la fase delle promesse e dei tavoli tecnici rimasti privi di esiti tangibili. È già emersa con forza la richiesta di un cambio di passo da parte delle istituzioni, affinché si riconosca il valore strategico del comparto corilicolo e si intervenga con misure urgenti e strutturate.
Il nocciolo, per le comunità del Baianese non rappresenta soltanto una risorsa economica, ma è parte integrante dell’identità territoriale, della memoria storica e della coesione sociale.
La nascita del Comitato Civico per la Difesa del Nocciolo si configura come l’avvio di un percorso partecipativo che mira a restituire voce agli agricoltori e a sensibilizzare l’opinione pubblica sulle problematiche del settore.
L’iniziativa si inserisce in un quadro più ampio di rivendicazione del diritto alla tutela del lavoro agricolo e alla valorizzazione delle produzioni locali, in un momento storico in cui il silenzio istituzionale rischia di compromettere definitivamente un patrimonio collettivo.
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