L’autunno si preannuncia complicato per i pendolari campani, stretti tra lavori infrastrutturali e sospensioni prolungate del servizio ferroviario. Dal 15 al 27 settembre 2025, la rete ferroviaria regionale subirà modifiche significative, con la sospensione della circolazione su tratte fondamentali come Caserta–Benevento–Foggia e Caserta–Cancello. A partire dal 19 settembre, anche la linea Napoli Centrale–Cancello e Cancello–Nola sarà interrotta, con ripercussioni dirette sulla mobilità tra l’hinterland e il capoluogo.
Il blocco è necessario per consentire i lavori di potenziamento infrastrutturale di Rete Ferroviaria Italiana, legati alla realizzazione della nuova linea Alta Velocità/Alta Capacità Napoli–Bari. I treni Frecciarossa e Frecciargento della relazione Roma–Lecce avranno capolinea anticipato a Caserta, mentre diversi convogli Intercity e Regionali subiranno cancellazioni o limitazioni di percorso. Per contenere i disagi, Trenitalia ha predisposto bus sostitutivi AV tra Benevento e Caserta, riservati agli abbonati AV Benevento–Roma, e mezzi regionali sulle tratte interrotte. Tuttavia, i tempi di percorrenza saranno più lunghi e il numero di posti disponibile inferiore rispetto ai treni. Inoltre, non sarà consentito il trasporto di biciclette né di animali, fatta eccezione per i cani guida.
A complicare ulteriormente il quadro, si aggiunge la situazione della Circumvesuviana, dove la linea Napoli–Nola–Baiano è completamente sospesa dal 21 maggio al 30 settembre 2025. Si tratta di uno stop eccezionalmente lungo, che ha lasciato migliaia di pendolari senza alternative chiare. I sindaci dell’area nolana hanno lanciato appelli all’EAV affinché vengano garantiti servizi sostitutivi adeguati, ma al momento non esistono informazioni ufficiali su orari, frequenze o copertura territoriale dei bus. Alcune stazioni, come quella di Pomigliano, sono state riaperte solo in occasione di eventi culturali, senza alcun beneficio per la mobilità quotidiana.
La mancanza di coordinamento tra RFI ed EAV, unita all’assenza di comunicazione trasparente, sta generando forte malcontento tra i cittadini. I pendolari temono un collasso della mobilità locale, soprattutto nelle fasce orarie di punta, e chiedono con urgenza piani di trasporto integrato, con orari coordinati, mezzi frequenti e una copertura capillare del territorio. In un momento in cui si parla di sostenibilità e riduzione del traffico privato, l’assenza di soluzioni efficaci rischia di spingere nuovamente verso l’uso dell’auto, aggravando la congestione stradale e l’inquinamento.
In attesa che le istituzioni rispondano con misure concrete, l’unica certezza per i pendolari è il disagio. Un disagio che non riguarda solo il tempo perso, ma anche la qualità della vita, il lavoro, la scuola e la possibilità stessa di muoversi in modo dignitoso.

