Autostrada di Nola (Na) – Un TIR perde il carico di pomodori: traffico bloccato per ore e preoccupazione degli automobilisti.


È bastata una manovra in uscita dall’autostrada A30 per trasformare un ordinario pomeriggio di vacanza in un’intensa prova di tenuta del traffico cittadino. Poco prima delle 13, un autotreno carico di casse di pomodori ha improvvisamente perso parte del proprio carico all’altezza del casello di Nola, riversando frutti maturi sull’asfalto in un tratto ad alta percorrenza.
Il materiale, spostato dalla forza centrifuga e dall’inerzia durante la svolta, ha invaso entrambe le corsie, provocando code fino alla zona industriale e rallentamenti sino al centro cittadino. Sul posto gli agenti della Polizia Stradale, intervenuti per mettere in sicurezza l’area e regolare il flusso veicolare, e gli operatori dell’Anas, chiamati a rimuovere i residui e ripulire la carreggiata.

Fortunatamente, in questo caso, non si registrano né vittime né feriti. Tuttavia, questo episodio ha nuovamente evidenziato l’urgenza di un più accurato ancoraggio dei carichi da parte degli autotrasportatori, fondamentale per la sicurezza stradale.

La dinamica ricorda altri episodi analoghi, documentati di recente anche da cronache locali e pagine social: video rilanciati online mostrano automobilisti costretti a frenate brusche e manovre di emergenza per evitare le casse disperse sulla carreggiata, con il conseguente rallentamento di tutta la marcia dei pendolari e dei turisti diretti verso le località vesuviane.
Diverse automobilisti hanno sottolineato come l’assenza di reti di contenimento e l’insufficiente fissaggio dei pallet possano trasformare un normale carico di ortofrutta in un pericolo reale, in special modo nelle ore di punta.

Già negli anni scorsi, nel tratto nolano dell’autostrada, un camion frigo carico di pomodori si è ribaltato dopo aver perso il controllo, isolando il traffico per ore e causando la morte del conducente, un 59enne di San Giuseppe Vesuviano. Quel ribaltamento fece sì che le casse si spargessero su entrambi i lati della carreggiata, rendendo impossibile il transito e lasciando intere famiglie incolonnate sotto il sole cocente.

Più drammatico ancora fu l’incidente del 22 aprile 2016, sulla statale 7‑bis nel comune di Nola: un tir travolse cinque operai che lavoravano per conto di Anas alla pulizia delle cunette, uccidendo due uomini e ferendone altri tre, uno gravemente. Secondo le ricostruzioni, il mezzo pesante, forse fuori controllo dopo una lieve sbandata, invase l’area di cantiere senza alcuna protezione, trasformando un normale intervento di manutenzione in una vera e propria tragedia.

Non meno inquietante il quadro che emerge dalle cronache irpine: lo scorso 5 settembre, sull’Ofantina nel territorio di Lioni, un altro tir ha perso le proprie cassette di pomodori, ferendo gravemente un automobilista colpito dalle stesse, finite sulla sua auto in corsa.
Soltanto il pronto intervento dei soccorsi ha evitato conseguenze ancora più drammatiche, ma l’episodio è l’ennesima riprova della frequenza con cui si verificano disastri simili e dell’urgenza di intensificare i controlli preliminari sui carichi.

La causa comune a tutti questi episodi è da ricercarsi nella scarsa stabilità delle cosiddette “ceste” o cassette: l’uso di imballaggi in plastica dura, spesso impilati senza dispositivi anticaduta né reti di contenimento, rende vulnerabile il carico alle sollecitazioni meccaniche dei mezzi in curva o in frenata. Se a ciò si aggiunge una velocità e uno stile di guida talvolta troppo avventati, soprattutto quando i tir procedono a pieno carico, per cui si allungano le distanze di frenata e le sbandate in caso di sterzate improvvise, il mix diventa esplosivo e le conseguenze possono essere catastrofiche.

Già nel 2010 due giovani centauri, entrambi ventenni, persero la vita sulla statale 268 a Brusciano e Ottaviano dopo che un camion aveva perso alcune casse di pomodori, trasformatesi in ostacoli mortali per le loro moto.
Da allora, nonostante l’aumento delle prescrizioni normative in tema di sicurezza del carico, la realtà delle strade campane continua a registrare incidenti simili, con automobilisti sempre più “impauriti” nel percorrere i tratti sensibili durante l’alta stagione.

Nei paesi del Nolano e dell’Irpinia serpeggia ormai la richiesta pressante di un maggiore impegno da parte delle forze dell’ordine: polizia stradale e carabinieri dovrebbero intensificare i controlli sui mezzi pesanti, verificando non solo la documentazione di trasporto ma anche l’effettivo ancoraggio dei carichi e l’idoneità dei dispositivi di fissaggio.
Proposte avanzate includono l’obbligo di installare sistemi di rilevazione automatica dell’oscillazione del rimorchio, sanzioni più severe per il mancato rispetto delle norme e sessioni di formazione mirate per gli autisti, volte a sensibilizzare sul rispetto dei limiti di velocità in prossimità di caselli e snodi viari.

Al netto delle sanzioni e dei controlli, tuttavia, il successo di qualsiasi intervento passa anche per un cambio di cultura: autotrasportatori e gestori logistici devono comprendere che la cura del carico non è un mero adempimento burocratico, ma un tassello fondamentale per la sicurezza di tutti. Solo così Nola, Lioni e le altre vie di comunicazione della Campania potranno restituire agli automobilisti un’estate realmente libera da angosce e pericoli.

Tutti comprendono bene che i camionisti devono lavorare, ma non mettendo il rischio la vita di altri cittadini.


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