Partenza negativa e paura di non riuscire ad andare oltre: E’ questa la squadra dei LUPI?

La prima giornata di campionato non è andata come i tifosi dell’Avellino speravano. Il pareggio, o comunque la prestazione deludente contro l’Arezzo, ha immediatamente riacceso un ambiente che, dopo settimane di entusiasmo e aspettative, si è ritrovato a fare i conti con dubbi e preoccupazioni.

E forse è proprio questo l’aspetto più significativo: non tanto l’impazienza di una piazza storicamente passionale, quanto la paura di fondo che sembra accompagnare già l’inizio della stagione. L’augurio, quasi diventato un obiettivo minimo, è quello di riuscire semplicemente a restare in Serie B.

Il ritiro estivo 2026 dell’Unione Sportiva Avellino 1912 si è svolto a Rivisondoli, in provincia dell’Aquila, dal 16 al 31 luglio, agli ordini del nuovo allenatore Alessandro Nesta.

Le indicazioni arrivate dal ritiro erano state giudicate positivamente. La squadra sembrava in crescita, il lavoro del nuovo tecnico aveva lasciato intravedere segnali incoraggianti e l’impressione era quella di un gruppo chiamato a costruire progressivamente una propria identità.

Poi è arrivata la prima partita ufficiale e, con essa, il brusco ritorno alla realtà.

Una sola giornata, naturalmente, non può essere sufficiente per emettere sentenze. Il campionato è lungo e una squadra nuova, affidata a un allenatore nuovo, ha bisogno di tempo. Ma nel calcio, soprattutto in una piazza come Avellino, il tempo viene spesso misurato con il metro delle emozioni.

E le emozioni, dopo l’esordio, sono state tutt’altro che positive.

Il vero campanello d’allarme non è necessariamente il risultato della prima giornata. È la percezione che si sta facendo strada tra i tifosi: quella di un Avellino che rischia di guardare alla Serie B non come a un punto di partenza, ma come a un traguardo da difendere.

È una differenza sostanziale.

Una squadra che affronta la Serie B con l’ambizione di crescere, migliorare e provare a conquistare qualcosa in più trasmette una sensazione completamente diversa rispetto a una squadra che sembra avere come unico orizzonte la salvezza.

Ed è proprio qui che nasce la preoccupazione.

La sensazione, almeno in questo avvio, è quella di un Avellino che faccia fatica a pensare oltre la semplice permanenza nella categoria. Un Avellino che non sembra ancora avere la forza, o forse la consapevolezza, di immaginare un percorso più ambizioso.

Naturalmente siamo soltanto all’inizio. Ma il calcio è anche percezione, entusiasmo, fiducia. E quando una piazza comincia a chiedersi già ad agosto se la squadra sarà in grado di salvarsi, qualcosa evidentemente si è incrinato.

A raccontare il clima che si respira attorno alla squadra ci ha pensato anche una puntata particolarmente calda de La Tana del Lupo di Carmine Losco, in onda su Sportchannel214.

In studio, insieme al conduttore, nella puntata del 25 agosto, il direttore Marco Ingino. E, dall’altra parte del telefono, una tifoseria che ha fatto sentire con forza la propria voce.

I telefoni sono stati letteralmente presi d’assalto. Tanti tifosi hanno espresso malumore, preoccupazione e soprattutto una richiesta precisa: che la società investa maggiormente sulla squadra.

La domanda rivolta al presidente dell’Avellino è stata, in sostanza, quella che accompagna spesso le piazze ambiziose: mettere più risorse, costruire una rosa più competitiva, provare a fare qualcosa in più.

Adesso la parola passa al campo e alla società.

E’ sbagliato trasformare una prima giornata negativa in una sentenza definitiva. Alessandro Nesta ha bisogno di tempo per trasmettere le proprie idee e la squadra deve trovare equilibri, automatismi e personalità.

Ma sarebbe altrettanto sbagliato ignorare i segnali che arrivano dalla piazza.

La tifoseria biancoverde non chiede necessariamente miracoli. Chiede di vedere una direzione. Chiede di capire dove vuole arrivare questo Avellino.

Il campionato è appena cominciato. Non è il momento delle sentenze, ma è certamente il momento delle domande.

La più importante è una sola: questo Avellino vuole soltanto restare in Serie B o ha davvero intenzione di provare ad andare oltre?

La risposta, prima ancora che nelle parole, dovrà arrivare dal campo.

Antonella Prudente