Il ricordo di Mons. Antonio Nuzzi continua a farsi memoria viva attraverso segni concreti che raccontano il tratto più autentico del suo ministero: l’amore per gli anziani, i malati e gli ultimi. Nel centenario della nascita (3 agosto 1926-2026), le celebrazioni dedicate al presule molisano hanno attraversato i luoghi più significativi della sua vita e del suo ministero, offrendo alle comunità l’occasione per riscoprire l’eredità spirituale di quello che molti continuano a definire il “Vescovo della carità”.
Il primo momento celebrativo si è svolto presso il Santuario di San Francesco a Folloni, dove una solenne concelebrazione è stata presieduta da Sua Eccellenza Mons. Pasquale Cascio insieme a Fra Marcus, don Stefano Dell’Angelo e don Tarcisio Luigi Gambalonga, che ha portato la sua testimonianza personale del rapporto con Sua Eccellenza Nuzzi. Nel corso della celebrazione è stata ricordata la figura di Mons. Nuzzi come pastore intrepido, uomo di fede e instancabile operatore di carità, capace di lasciare un’impronta profonda nella vita della Chiesa e delle comunità affidate alle sue cure.
Le manifestazioni sono poi proseguite il 3 agosto a Bojano, sua città natale, dove oltre ai momenti religiosi, l’amministrazione comunale ha voluto rendere omaggio al suo illustre concittadino intitolandogli Largo Duomo. Un gesto altamente simbolico che rende visibile, nel cuore della città, la presenza di quella carità cristiana che Mons. Nuzzi ha incarnato per tutta la vita e che continua a essere un punto di riferimento per le nuove generazioni.
Particolarmente significativo è stato anche l’omaggio tributato a Sant’Angelo dei Lombardi, diocesi che egli guidò negli anni difficili del dopo terremoto. Nel centenario della nascita e nel decimo anniversario della sua morte, il 5 agosto 2026, alle ore 17.30, si è svolta la cerimonia ufficiale di intitolazione della Casa per Anziani a Mons. Antonio Nuzzi, con la scopertura di una targa commemorativa alla presenza della sindaca, dott.ssa Rosanna Repole, delle autorità civili, religiose e di numerosi cittadini.
È stato un momento intenso di preghiera, gratitudine e memoria condivisa, per rendere il giusto tributo a un Padre e Pastore che non ha mai smesso di stare accanto a chi soffre. Quando, nella notte tra l’8 e il 9 settembre 2016, Mons. Antonio Nuzzi si addormentò nel Signore all’età di novant’anni, anche Sant’Angelo dei Lombardi pianse uno dei suoi vescovi più amati. Uomo di profonda bontà evangelica, ha segnato il suo lungo ministero sacerdotale ed episcopale con una costante, tenace e concreta attenzione verso gli anziani e i malati, considerati non un peso, ma una presenza preziosa da custodire con amore.
La sua sensibilità verso la fragilità affonda le radici già nei primi anni del ministero sacerdotale. Nato a Bojano il 3 agosto 1926, nel 1951 fondò la Casa di Riposo dei Sacri Cuori di Gesù e Maria, sostenendola anche con risorse personali. Un’opera che anticipò di decenni quella che oggi viene definita la pastorale della fragilità, dimostrando una visione profetica e una straordinaria capacità di leggere i bisogni del tempo.
La targa apposta alla Casa per Anziani rappresenta molto più di un’intitolazione. È il riconoscimento di una vita interamente spesa per gli altri e il simbolo di una carità che continua a generare speranza. Per Mons. Antonio Nuzzi gli anziani erano la memoria vivente della comunità, persone da accompagnare con rispetto, ascolto e tenerezza. Per questo il suo nome, legato oggi a una struttura che accoglie chi vive la stagione della fragilità, assume un significato profondamente coerente con la sua missione.
Il centenario della nascita non è stato soltanto un anniversario da celebrare, ma un invito a custodire e rilanciare il patrimonio umano e spirituale lasciato da un pastore che ha fatto della carità il linguaggio quotidiano del Vangelo. Le iniziative di Folloni, Bojano e Sant’Angelo dei Lombardi hanno così unito territori e comunità nel ricordo di un uomo che ha saputo trasformare la fede in opere concrete, lasciando come eredità un insegnamento ancora attuale: una Chiesa è credibile quando sa prendersi cura dei più deboli e riconoscere negli anziani un tesoro da amare e custodire.
Antonella Prudente




