“La matematica è la scienza dell’infinito” ha scritto Hermann Weyl, come Dante ha inteso declinando i contenuti matematici nella sua opera…aggiungo io.
Un abbraccio dell’infinito, quello tra segni diversi, che dalla notte dei tempi si intersecano e si liberano, creando uno dei concetti più affascinanti e misteriosi che l’uomo abbia mai cercato di comprendere. Scriviamo 0 e zero: una perfetta fusione di orizzonti semiotici. Due scritture diverse, ma lo stesso significato. E’ stato questo il focus della giornata beneventana dedicata ai rapporti tra la matematica e la letteratura, intitolata “NON CAPERE IN TRIANGOL DUE OTTUSI”, che ha visto, in serata, protagonisti il Prof. Vincenzo Vespri e il Prof. Rino Caputo, nell’armoniosa location della sede dell’Associazione “Note di classe”, evento organizzato insieme alla Società Dante Alighieri di Mirabella Eclano e patrocinato da Mathesis sez. di Benevento, dalla Provincia e dal Comune Benevento nonché dall’Università del Sannio. Non è un elenco…una sfilata di nomi…bensì un insieme, un gruppo, la dimostrazione naturale che l’unione fa la forza e crea bellezza.
‘I MISTERI DELLA MATEMATICA’, è il titolo dell’ultimo lavoro del Prof. Vespri, che indaga sul significato dei numeri che supera quello quantitativo. “L’importanza del volume di Vincenzo Vespri” – scrive il Prof. Rino Caputo nella prefazione – “sta nel suo impianto profondamente e integralmente umanistico nella connessione inscindibile di corpo mente e spirito negli esseri umani”.
Il libro è l’analisi di una realtà logico-matematico-linguistica che traghetta alla sperimentazione dell’esistenza dell’oltre, un processo, che definirei evolutivo, della mente curiosa del sapiente.
Dall’analisi dei numeri nell’opera dantesca, anello di congiungimento del sapere antico con quello moderno, grazie al Prof. Caputo, si sfiora e si percepisce la coscienza morale dell’unicità delle forme di conoscenza e concretezza dei limiti che spingono all’infinito.
Sebbene documentata nella storia l’unicità e la compattezza della cultura, ancora c’è chi parla con netta separazione di cultura scientifica e cultura letteraria. Bella ed efficace l’immagine offerta dalla Prof.ssa Mimma di Sorbo, Presidente dell’Associazione “Note di Musica”, nonché padrona di casa, che ha dialogato con gli autorevoli ospiti, quando, nel salutare e nell’accogliere il pubblico intervenuto all’evento, suggerisce di immaginare la fusione tra i diversi aspetti del sapere nel segno dell’infinito.
Da Fibonacci, che introduce in Occidente il sistema di numerazione indo-arabo, l’Europa si trasforma in una società mercantile dinamica, Marco Polo contribuisce ad aprire nuove vie di scambio, Boccaccio immortalava la nuova vitalità in opere intrise di spirito mercantile e urbano.
La ricerca del Prof. Vespri va dagli inizi dell’esoterismo alla necessità di conoscere il futuro, al rapporto delle diverse scienze, all’affermazione dei grandi maestri, da Cornelio Agrippa a Giordano Bruno, alle grandi riforme, e ci porta a riflettere, con la leggerezza di chi ha il volto simpatico della matematica, sul nuovo esoterismo: quello artificiale.
Il protagonista, oggi, è l’algoritmo. La rete neurale è una formula alchemica che tenta di dare forma all’invisibile. Le IA diventano specchi magici dove si rifrange l’intuizione primordiale dell’uomo di generare vita dal pensiero di infondere spirito nella materia – scrive Vespri – ma ciò che davvero muta è la percezione stessa dell’invisibile. E in tutto questo, il compito dell’uomo non è cedere il posto alla macchina, ma trasformare la relazione imparare, a leggere nei linguaggi algoritmici come un tempo si leggevano le azioni o i tarocchi…
Una romantica serata, magicamente beneventana: Vespri incontra Caputo, la matematica incontra la letteratura…due espressioni di un unico volto.
Antonella Prudente



