Il 13 agosto la Chiesa cattolica celebra la memoria liturgica di Santa Filomena, ricorrenza che richiama a Mugnano del Cardinale numerosi fedeli e pellegrini attratti dalla devozione e dalla presenza delle reliquie custodite nel Santuario.
La storia della venerazione locale prende avvio dal rinvenimento, nelle Catacombe di Priscilla a Roma, dei resti di una giovane identificata come Filomena e di un’ampolla che conteneva tracce ematiche; il ritrovamento è datato 25 maggio 1802, mentre l’arrivo delle reliquie a Mugnano è tradizionalmente collocato al 10 agosto 1805. Questi eventi hanno costituito il nucleo attorno al quale si è sviluppata una devozione che, attraverso segnalazioni di guarigioni e prodigi, ha ben presto superato i confini del territorio e attirato l’attenzione di figure ecclesiastiche e di devoti anche a livello internazionale.
A promuovere il trasferimento delle reliquie fu il sacerdote Francesco De Lucia, originario del paese, il cui racconto dei primi prodigi contribuì alla fama del Santuario; nei decenni successivi, le rivelazioni mistiche attribuite a suor Maria Luisa di Gesù e le attestazioni di guarigione riferite da personaggi noti dell’epoca alimentarono ulteriormente la devozione. Tra i devoti più ricordati figurano il Curato d’Ars e Paolina Jaricot, la cui venerazione ha contribuito a consolidare l’immagine della martire nella tradizione popolare.
La biografia agiografica diffusa nella comunità ritrae Filomena come una fanciulla di nobili origini che, giovanissima, avrebbe consacrato la propria vita al voto di castità e sarebbe morta a seguito di persecuzioni subite per la sua fede; i simboli rinvenuti sul loculo — ancore, frecce, palma e altri segni — hanno alimentato l’interpretazione del martirio e la costruzione di un racconto fortemente emotivo che ha radicato la sua figura nel sentimento religioso locale.
Nonostante la revisione critica che portò alla rimozione del nome di Filomena dal Martirologio romano nel 1961, la devozione popolare non si è mai spenta. Figure come San Pio da Pietrelcina hanno continuato a riferirsi alla santa con affetto e devozione, contribuendo a mantenere vivo il culto: la memoria collettiva la invoca come protettrice degli afflitti e per le coppie in attesa di un figlio, e sono numerose le storie raccolte tra le famiglie che attribuiscono alla sua intercessione doni di grazia.
Il Santuario ha progressivamente assunto non solo il ruolo di centro di pietà popolare, ma anche di luogo di incontro culturale: le celebrazioni liturgiche si affiancano a visite guidate, iniziative culturali e momenti di riflessione che rinnovano l’interesse per il patrimonio artistico e spirituale del sito. La cura pastorale del rettore e del consiglio parrocchiale organizza regolarmente le celebrazioni solenni, con messe e momenti di preghiera che alimentano l’esperienza di fede dei pellegrini e dei residenti.
Il patrimonio materiale del Santuario, comprese le tegole e gli altri reperti legati al ritrovamento, continua a essere oggetto di attenzione da parte di studiosi e fedeli, sia per il valore storico-antropologico sia per il significato simbolico che essi rivestono nella devozione. La comunità civile e religiosa, insieme alle associazioni locali, è impegnata nella promozione e nella tutela del complesso, conciliando le pratiche devozionali con iniziative volte alla valorizzazione turistica e alla conservazione del luogo.
La presenza costante di pellegrini in visita e la molteplicità di testimonianze raccolte nel tempo confermano che il Santuario di Santa Filomena a Mugnano del Cardinale continua a essere un punto di riferimento per la spiritualità locale: memoria, fede e impegno comunitario si intrecciano per mantenere viva una tradizione che resta profondamente radicata nella vita del borgo e nella devozione di quanti, nel corso degli anni, hanno cercato in quella figura conforto, protezione e speranza.
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