PIAZZOLLA DI NOLA, 2 agosto 2026 – Il violento maltempo che ha colpito ieri l’area nolana ha lasciato una ferita profonda nel cuore della comunità di Piazzolla di Nola. Raffiche di vento impetuose, pioggia torrenziale e grandine di grosse dimensioni hanno provocato il crollo dello storico platano di via Villa Albertini, conosciuto da tutti come “a’ quercia ‘ngopp ‘o palazzo“, uno dei simboli più rappresentativi della frazione.
Non era un semplice albero, ma un autentico monumento naturale che da quasi due secoli e mezzo custodiva la storia del territorio.
Piantumato nel 1779 dall’architetto Francesco Collecino, allievo di Luigi Vanvitelli, davanti all’ingresso del palazzo appartenuto a Ferdinando IV di Borbone, il maestoso platano aveva accompagnato intere generazioni, diventando un punto di riferimento per cittadini e visitatori.
Secondo le prime testimonianze, il temporale si è abbattuto improvvisamente su Piazzolla di Nola con una violenza eccezionale: grandine di grosse dimensioni, raffiche di vento fortissime e una pioggia intensa caduta in pochi minuti hanno trasformato le strade in un teatro di devastazione. Un mix di fenomeni estremi che ha avuto la meglio anche su un albero di grandi dimensioni, già provato dalle condizioni meteorologiche delle ultime settimane.
La caduta del platano ha provocato anche danni al vicino palazzo storico, uno degli edifici più rappresentativi della zona. L’impatto ha interessato parte della facciata e dell’arco d’ingresso, rendendo necessario l’intervento dei tecnici per verificare l’entità dei danni e accertare le condizioni di sicurezza della struttura.
La notizia ha suscitato profonda commozione tra i residenti. Per molti quel platano rappresentava un pezzo di vita, un simbolo identitario e un patrimonio storico da preservare. In tanti hanno espresso amarezza per la perdita e hanno rilanciato l’appello affinché venga riservata maggiore attenzione alla tutela del patrimonio arboreo e monumentale del territorio.
Anche la Pro Loco Piazzolla ha espresso il proprio cordoglio attraverso un messaggio dedicato alla comunità, ricordando come il platano fosse il “custode silenzioso” della storia di Piazzolla. L’associazione ha ribadito l’impegno a preservarne la memoria storica, affinché il valore simbolico di questo monumento naturale continui a vivere nelle future generazioni.
La vicenda riporta inevitabilmente al centro anche il tema della tutela del patrimonio verde e dei cambiamenti climatici. Negli ultimi anni i fenomeni meteorologici estremi sono diventati sempre più frequenti e intensi, con temporali improvvisi, raffiche di vento violente e grandinate che mettono a dura prova alberi secolari e monumenti naturali. Pur non essendo possibile attribuire un singolo evento ai cambiamenti climatici, è ormai evidente che l’aumento della frequenza degli eventi estremi richieda una maggiore attenzione nella gestione e nel monitoraggio del verde urbano. La prevenzione, la manutenzione e la cura del patrimonio arboreo diventano oggi strumenti indispensabili per proteggere beni che rappresentano la storia e l’identità delle nostre comunità.
Con il crollo del platano di Cacciabella, Piazzolla di Nola perde uno dei suoi simboli più antichi e amati. Rimane il ricordo di un albero che, per quasi 250 anni, ha vegliato sulla comunità, offrendo ombra, memoria e identità. Una perdita che va oltre il danno materiale e che invita tutti a riflettere sull’importanza di custodire il patrimonio storico e naturale, affinché ciò che resta della nostra storia possa essere tramandato alle future generazioni.
(di Alessandro Siniscalchi)

