Una vasta operazione contro le frodi legate ai principali incentivi statali per l’edilizia – dal Bonus facciate al Superbonus 110, passando per Ecobonus e Sismabonus – ha portato la Guardia di Finanza di Salerno all’esecuzione di un decreto di sequestro preventivo per circa 160 milioni di euro, come disposto dal GIP del Tribunale di Salerno. Il provvedimento riguarda oltre 240 soggetti, tra persone fisiche e giuridiche, distribuiti sull’intero territorio nazionale e con una concentrazione significativa in Campania, oltre che in Lazio, Basilicata, Sicilia, Emilia‑Romagna, Toscana, Lombardia, Piemonte, Puglia e Veneto .
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Salerno, hanno ricostruito un sistema illecito esteso e strutturato, riconducibile a due organizzazioni criminali con base nella provincia di Salerno. Secondo gli investigatori, il meccanismo fraudolento si fondava sull’utilizzo di oltre 80 società, quasi tutte risultate prive di reale operatività e riconducibili al modello delle cosiddette società cartiere. Attraverso tali società sarebbero stati documentati interventi di riqualificazione edilizia per milioni di euro su circa 200 immobili distribuiti in varie regioni italiane, lavori che in realtà non sarebbero mai stati eseguiti .
Tra gli immobili coinvolti figurano sia proprietà dirette degli indagati sia edifici appartenenti a soggetti estranei ai fatti, inclusi privati cittadini e enti pubblici, come alcuni Comuni. Un ruolo determinante sarebbe stato svolto da due professionisti contabili, ritenuti promotori delle associazioni a delinquere ipotizzate: avrebbero costituito le società, assunto cariche formali o di fatto e, soprattutto, utilizzato l’accesso alla piattaforma dell’Agenzia delle Entrate per la cessione dei crediti, generando crediti fiscali fittizi per importi milionari.
I crediti così creati sarebbero stati poi monetizzati tramite cessioni a società ignare oppure utilizzati in compensazione da imprese compiacenti per pagare imposte realmente dovute, producendo un duplice danno per l’erario. Nel corso delle attività, la Procura ha inoltre ottenuto la liquidazione giudiziale di una società salernitana coinvolta in reati di bancarotta fraudolenta, riciclaggio e autoriciclaggio, che avrebbe emesso fatture per operazioni inesistenti per oltre 335 milioni di euro.
L’analisi dei flussi finanziari ha permesso di ipotizzare ulteriori reati di riciclaggio e autoriciclaggio per circa 17 milioni di euro, con trasferimenti di denaro anche verso l’estero, in particolare Cina, India e Pakistan. Le indagini, rese complesse dall’elevato numero di soggetti coinvolti e dalla diffusione nazionale del fenomeno, sono state condotte con un approccio multidisciplinare che ha integrato accertamenti fiscali e contabili con strumenti investigativi tradizionali, intercettazioni, analisi forensi e tracciamento degli indirizzi IP.
La Procura ricorda che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che per tutti gli indagati vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

